Angelo D’Ugo nel Pacifico, dalle Galapagos alle Marchesi

Percorso Panama-Galapagos-Marchesi-bStamane all’alba, ore 5 ora locale (sei ore  indietro  rispetto  al  meridiano  di  Greenwich), il dott. Angelo D’Ugo, navigatore velista per passione, e il compagno di spedizione, armatore del 12,50 mt “Jipcho” Dubi Warshawsky, sono nuovamente salpati da Puerto Ayura, Santa Cruz – Galapagos Islands (Ecuador). Li attende ora un percorso di molte miglia marine (circa 5500 tradotto in chilometri) senza incontrare altre terre emerse, per raggiungere le Isole Marchesi (Polinesia francese), l’altra programmata tappa prima di dirigersi e approdare definitivamente alla volta della Nuova Zelanda.

Approdati alle Galapagos soprattutto per fare nuovamente il pieno di carburante e scorta di viveri freschi, andranno ora a navigare (“percorrendo circa 120 miglia al giorno”) per circa 22/25 giorni, a seconda della forza del vento sulle vele, prima di poter avvistare ancora la terraferma.

Ricordiamo ai lettori che ci seguono dal principio di questo loro andar per mare “inseguendo il tramonto”, ovvero verso l’occaso del sole, che l’imbarcazione Jipcho era approdata alle Galapagos nel giorno di Pasqua. In tale sosta, durata oltre il previsto per il permanere di scarso vento, il nostro equipaggio, seppur limitatamente alla baia dove erano agli ormeggi e alla più vicina costa, ha approfittato per esplorare quella sorta di paradiso terrestre, uno scenario naturale per noi difficilmente immaginabile, fra una ancora straordinaria e ricca flora e fauna. Angelo e David in quest’ambiente si sono mossi (come qui sotto andrò a mostravi con una nuova gallery) tra pesci di ogni specie, tartarughe e leoni marini, iguane terrestri e marine, sule dalle zampe azzurre che, straordinariamente per noi, vivono e si muovono, a proprio agio, indifferentemente gli uni e agli altri, fra gli abitanti del luogo. Ovviamente Dubi W., da esperto subacqueo, trascinando con sé il nostro Angelo, ci ha inviato immagini anche del mondo di sotto alla barca.
Un autentico spettacolo.

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Poi la ripartenza. Questo il messaggio inviatomi alcun giorni fa da D’Ugo, ancora con messenger:

“Ultimi giorni di permanenza alle Galapagos. Divido con voi alcune suggestive immagini di questo posto incantevole. Probabilmente partiamo martedì, meteo permettendo. L’approvvigionamento è stato ultimato: abbiamo il congelatore pieno di carne e pesce, il frigo altrettanto pieno con frutta, verdura, formaggio…  I vegetali, come verza e patate, frutta come le banane possono stare fuori. Ovviamente pasta, riso e scatolame vario. Ci attendono circa tante miglia di mare e cielo.Croce del Sud Siamo sotto l’equatore per cui la stella polare non è più visibile. Per un po’ sarà la Croce del sud il mio punto di riferimento, oltre al sole. Ovviamente “inseguendo il tramonto”. Poi, ieri sera, con quello che per ora sarà l’ultimo messaggio via web, un sintetico: – Domani mattina salpiamo!  Da parte sua, David D. W. ha annotato come “ultimo post”: “Siamo pronti a lasciare le isole Galapagos domani, per dirigerci verso le Isole Marchesi, 3000 miglia nautiche in direzione  wsw. Diciamo addio a queste isole, dove, in particolare su Isla Isabella,  … percorrendo la strada in bicicletta,  ho passato piu’ tartarughe che persone”!
Da qui in avanti nel Pacifico, con la particolare dotazione di bordo, Angelo e David potranno inviare soltanto e-mail, e con esse solo messaggi, non foto.

Che dire… Nel congedarci idealmente dai nostri liberi e decisi naviganti, che, benché dotati a bordo di moderne tecnologie, nel prossimo mese resteranno soli sulla barca, nell’oceano, con le proprie decisive capacità e forze, da parte nostra possiamo e dobbiamo, ancora una volta, augurare ad essi un rituale e ‘portante’ buon vento, soprattutto sullo spinnaker, di giorno, e alle vele bianche di sicurezza di notte.

Col pensiero staremo lì ad attenderli, all’approdo di Fatu Hiva, in Polinesia.

Giuseppe F. Pollutri