Magdi Cristiano Allam: inammissibile l’ingresso illimitato di migranti.

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Lunedì 24 aprile, come è ormai noto, Magdi Cristiano Allam è stato a Vasto, per la presentazione del suo libro ‘Io e Oriana’. L’evento, organizzato dalle associazioni ‘L’Argonauta’ e ‘San Michele’, si è svolto presso la Pinacoteca di Palazzo d’Avalos. A fare gli onori di casa, Peppino Tagliente e Alessandra Cappa. Presente, a nome dell’amministrazione comunale, l’assessore Anna Bosco. Il primo a prendere la parola è stato Tagliente, che ha salutato i presenti, seguito dalla Bosco, che ha portato il saluto dell’amministrazione Menna e del sindaco. E’ stata poi di nuovo la volta di Tagliente. Il leader di ‘Unione per Vasto’, nonché principale organizzatore dell’evento, ha definito Allam “Uno degli osservatori meno allineati e con più curiosità intellettuale”. Alessandra Cappa, che ha preso la parola subito dopo Tagliente, ha incentrato il suo intervento su Oriana Fallaci. La Cappa, che ha letto tutti i libri della nota scrittrice, ha dichiarato di aver sentito “La tendenza naturale ad apprezzare il suo pensiero” e che la lettura dei suoi libri “Ha risvegliato in lei grandi emozioni”. Ha preso quindi la parola il protagonista dell’evento, Magdi Cristiano Allam. “Questo incontro – ha dichiarato lo scrittore – è nato da una telefonata di Tagliente che mi ha chiesto di venire, e ho accettato volentieri”. Allam, che ha citato a riguardo il Vangelo di Giovanni (“Conoscerete la verità e la verità vi renderà liberi”), ha chiarito di ritenere “Verità e libertà due facce della stessa medaglia”. Lo scrittore, giornalista ed opinionista, ha raccontato se stesso, a partire dal suo arrivo in Italia, grazie ad una borsa di studio, nel 1972. Il nostro Paese, allora, era molto diverso da quello di oggi. Un dato tra tutti: gli stranieri in Italia erano meno di 150mila, contro i diversi milioni di oggi. Allam, a riguardo, ha dimostrato di avere le idee chiare: fermo restando che “Le persone sono tutte uguali e tutti siamo depositari di valori come la verità e la libertà”, non è ammissibile l’ingresso illimitato di migranti, specie se senza documenti. Inoltre, la convivenza è possibile se, oltre a esercitare i loro diritti, i nuovi arrivati accetteranno il rispetto delle regole nonché gli obblighi e i doveri inerenti alla permanenza nel nostro Paese. Un dovere tra tutti, il lavoro; veri immigrati sono quelli che, lasciato il proprio Paese, “La prima cosa che fanno è rimboccarsi le maniche per lavorare col sudore sulla fronte”. Ad avviso del noto scrittore, inoltre, il vero tallone d’Achille dell’Europa, è la decrescita demografica, che potrebbe favorire una immigrazione incontrollata e, in un’ottica di medio termine, difficilmente gestibile. Per quel che concerne l’immigrazione incontrollata, sulla stessa lunghezza d’onda la Cappa e Tagliente. La prima, infatti, che ha criticato l’adesione del Comune di Vasto allo S.P.R.A.R., ritiene la cultura di sinistra portatrice di un modello sbagliato di immigrazione, anche tramite i media, ricordando, (proprio citando Allam), “Il dovere di verità negli organi di informazione”. Tagliente ha chiosato che “I clandestini, che qualcuno si ostina a chiamare migranti, migranti non sono”. Oriana Fallaci, probabilmente, sarebbe completamente d’accordo. Ed è del rapporto tra la Fallaci ed Allam che si parla nel libro ‘Io e Oriana’. “Un rapporto paragonabile a un amore che è esploso all’improvviso”, ha scritto Allam, e che si è sviluppato dal 2003, anno in cui la Fallaci lo contattò. Ne scaturì un dialogo ed un confronto tra i due, fatto di telefonate e missive, culminato nella designazione, da parte della Fallaci, di Allam come suo unico erede spirituale: “Più ti leggo, più ci penso, più concludo che sei l’unico su cui dall’alto dei cieli o meglio dai gironi dell’inferno potrò contare. (Bada che t’infliggo una grossa responsabilità)”. Un rapporto che sarebbe dovuto culminare in un libro, “Magdi Allam intervista Oriana Fallaci”, che, pur scritto completamente, non fu mai pubblicato per volontà della Fallaci stessa che, ad avviso di Allam, probabilmente non si riconosceva nel libro “al 100%”. Adesso, con “Io e Oriana”, Allam ci racconta “la storia di un’amicizia straordinaria che lo ha unito a Oriana Fallaci”.

Marco Sfarra

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