L’Italiese, metà italiano meta inglese.

LI_Lingua italiana nel mondo
Wow, durante il week-end al supermarket ho visto una show-girl, arrivata in station-wagon,( o con lo scooter?) che aveva guardato una soap opera anzi una fiction durante il prime-time. Portava scandalosamente in pieno shopping center un bikini, anzi uno slip see-through. Ha mandato in tilt tutta la gente e s’è messa a criticare un gay che stava facendo outing. Una gang di teen-ager stava usando nello shopping center l’iphone e toccando il touch-screen rideva ai gossip sulle show-girl e guardava delle clips di reality show. Dei politici accompagnati dai body-guard facevano shopping, ma discutevano di governance, di rating, di spending review, di spread e di quantitative easing. Sono gli stessi che accusano i giovani di essere troppo choosy e durante il question time alla Camera usano il tablet e cercano i link hot e fanno finta di discutere di Jobs act e non vedono l’ora di mangiare un hamburgere e bere un soft drink.Sognano viaggi e vacanze, ma non low cost, in un resort, non in un bread and breakfast. Ecco l’Italiano parlato nel 2017

Outlet (punto vendita),task force (gruppo di lavoro), babysitter (bambinaia), Happy hour (ora dell’aperitivo), link (collegamento), voucher (buono), class action (denuncia collettiva), brand (marchio), joint venture (impresa congiunta), dispenser (dosatore), sandwich (panino), takeaway (da asporto), talent show (concorso di talenti), selfie (autoscatto), on demand (su richiesta), bail-in (salvataggio interno) e via dicendo.
Come vedete, per ogni anglicismo, inutile, che si utilizza (colpa, soprattutto, dei giornali) c’è il suo equivalente, ignorato, in lingua italiana. A voi, lettori, la scelta. 

Filippo Salvatore