Paura dei vaccini? Ecco come combatterla.

psycology

In occasione della settimana europea e mondiale delle vaccinazioni indetta dall’OMS (dal 24 al 30 aprile) voglio parlare dei sentimenti ambivalenti che le persone provano nei confronti dei famigerati vaccini. Questo articolo non vuole convincere i lettori sulla validità dei vaccini e sulla loro estrema utilità, cosa di cui la sottoscritta è fortemente convinta, bensì vuole far luce sulle caratteristiche psicologiche che si celano dietro le forti e recenti resistenze che si operano nei loro confronti. Un radicale estremismo serpeggia tra i moderati e accomodanti italiani. Pochi mesi fa in Italia c’è stata la corsa al vaccino antimeningococcico di tipo B, e anche nella nostra sana cittadina si è registrato un elevato picco di prenotazioni di questo vaccino. Ma allora, se si crede così tanto nel suo potere, come mai in Italia la copertura vaccinale è scesa sotto il 95 percento? Cosa si cela sotto a tanta ambiguità? Chiaramente la paura. Tutti abbiamo paura dell’ignoto, delle conseguenze delle nostre scelte, ma soprattutto abbiamo paura di fare scelte sbagliate. Un piccolo sondaggio tra i contrari mostra che in realtà le informazioni reperite sull’argomento provengono dal web e che quasi nessuno si è informato presso il proprio medico, pediatra, o in generale presso un vero praticante dell’arte medica. In questo caso quindi ci si trova davanti alla paura di essere ingannati, temono che le informazioni scientifiche siano modificate a favore delle case farmaceutiche che traggono guadagni dalla vendita di vaccini potenzialmente letali. Ma come mai nonostante la costante informazione sui benefici dei vaccini, la pubblicazione dei falsi miti,  e le punizioni messe in atto nei confronti dei medici che divulgano teorie non scientificamente approvate, gli antivaccinisti non ancora cambiano idea? La psicologia delle credenze può venirci incontro. Tutti noi siamo cresciuti secondo valori e credenze che ci definiscono come persone e ci rendono capaci di operare scelte nel mondo per noi e per i nostri figli. Queste credenze sono spesso differenti e socialmente conformi all’ambiente in cui siamo cresciuti, ma spesso nel corso della vita si viene a conoscenza di cose capaci di mettere in dubbio tutto il background culturale facendo modificare i precedenti valori e credenze apprese. Il mondo del web spesso è così convincente e seducente che ha il potere di smuovere le coscienze e cambiare le opinioni. E se questo per un verso può essere un bene, poiché in alcune situazioni il confronto spinge ad aprire la mente e allargare gli orizzonti, in altri campi tale confronto dovrebbe restare ad appannaggio degli addetti ai lavori, che sicuramente sono i più adatti a comprendere e analizzare i risultati delle ricerche scientifiche.  La psicologia delle credenze inoltre ci informa su quanto sia in realtà complesso far cambiare idea a chi ha già una posizione salda, ma come il metodo più semplice sia rendere più interessanti e accattivanti le notizie, con storie di complotti, pericoli imminenti o notizie che fanno leva sul nostro lato sentimentale ed emotivo. Detto ciò vorrei sottolineare l’importanza di un’informazione reale, sulla veridicità delle teorie esposte e sull’autorevolezza di chi le espone. Motivo per cui quando si parla di cose serie come la salute nostra e dei nostri figli è necessario affidarsi a chi di medicina e salute ne sa di più, motivo per cui le domande sui benefici e sulle controindicazioni dei vaccini vanno rivolte ai medici di fiducia, ai pediatri e agli organi competenti (http://www.epicentro.iss.it/temi/vaccinazioni/SettimanaVaccinazioni2017.asp) Per concludere, riconosciamo i nostri limiti, e accettiamo l’aiuto e la competenza di altre professionalità su temi per cui non siamo adeguatamente formati. E’ sintomo di grande intelligenza operare scelte libere e informate solo dopo aver ottenuto adeguate informazioni da persone competenti, perchè come sostengo sempre la conoscenza è la soluzione.

Dott.ssa Adelaide La Verghetta