Dialogo pro e contro sul 25 aprile

Preambolo:Oggi 25 aprile ricorre la data della fine delle ostilità in Italia durante la seconda guerra mondiale. C’è chi vede in questa data la liberazione dal regime nazi-fascista ed il ritorno alla libertà. Come tale viene ufficialmente presentata. C”è chi vede invece nel 25 aprile una data ancora controversa, la presentazione degli avvenimenti dall’ottica del vincitore anglo-americano.

Ecco di seguito un dialogo tra due persone  che sposano punti di vista diversi.

AB: La guerra è finita nel 1945, 72 anni fa! E L’Italia, malgrado il ruolo dei partigiani, è stata trattata da Paese che aveva perduto la guerra. Molto piu’ abili come voltagabbana i francesi che hanno perso in effetti la guerra, ma poi si son fatti trattare da vincitori. Badoglio non era certo DeGaulle! I partigiani non sono stati poi tutti degli eroi. Ne sanno qualcosa gli istriani.

CD: Con un po di ripassata storica capirebbe che Mussolini era alleato attivo di Hitler in guerra e nell’occupazione …se c’è stato un riscatto di identità di popolo e successiva autonomia statale (seppur relativa causa le interferenze americane) lo si deve alla lotta di Liberazione.

La Francia,invece, si era battuta contro l’invasione tedesca e se ne era liberata conto l’avanzata alleata e i partigiani locali.
La storia istriana ed i fatti di rappresaglia sono complessi storicamente ed imputabili a quanto fatto dal fascismo nell’occupazione in terre slave. Il 25 aprile serve anche per ricordare a evitare confusioni storiche, revisioniste, che tentano di far breccia nella nuova disinformazione popolare.Mi sembra che sarebbe necessario ripassare un po’ di storia

AB: Mi sembra che sarebbe necessario smettere di ripetere gli stessi clichés dopo 72 anni

CD: Ma cosa dovevano fare gli alleati? Lasciarci l’Istria, e la Dalmazia?

AB:  Certo, perché l’Istria e la Dalmazia erano storicamente ed etnicamente territori italiani. L’Italia per Dante finiva a Pola. I Badogliani non erano dal 1943-1945 cobelligeranti con gli Alleati? Avrebbero dovuto quindi fare si’ che l’Istria e la Dalmazia restassero italiane. Ma i partigiani comunisti combattevano con i titini e per loro contava piu’ l’ideologia che l’amor di patria. E questo porto’ alle foibe ed alla pulizia etnica.

CD:  Lei afferma “l’Istria e la Dalmazia erano storicamente ed etnicamente territori italiani. Non sono certo che Lei sia del tutto informato correttamente. Sullo “storicamente”, bisogna intendersi. Trieste per esempio fu “italiana” dal 1918 al 1943, e per qualche anno qua e là quando i Veneziani riuscirono a sconfiggere la guarnigione austriaca. Nulla più. Lo stesso vale per l’Istria interna (Contea di Pisino) e per la stessa Fiume (storicamente “italiana” solo con l’arrivo di D’Annunzio). La Dalmazia poi cambio mille giacche. (Ovviamente, trascurando il fatto che con il Trattato di Campoformido, tutte queste furono terre annesse all’Impero Austro-ungarico che poco poco le dominò per cento anni). Quindi “storicamente italiane”? Beh… una forzatura, non le pare? Sull’etnicamente, poi, parliamone. Mai sentito del concetto di “Istria, albero dalle tre radici”, o della multietnicità di Trieste, di Fiume e della Dalmazia? Venga a Trieste, vada a Pisino, Umago, Pola, Grisignana, Zara, Spalato, Ragusa (chissà se ha mai conosciuto quei borghi/città), le immagini cento anni fa e provi ad allontanarsi di un chilometro (non di più!) dai rispettivi campanili delle piazze principali, e, se ci riesce, vedrà che a quel punto di “etnicamente italiana” c’era ben poco. Infine, un appunto su “pulizia etnica”. Termine che (da istriano che conosce quella realtà meglio che Trieste, dove vivo) non sopporto: usi il termine “pulizia ideologica” e saremo d’accordo. Come quella che fu fatta in tutti i paesi in cui si instaurarono i regimi comunisti nel 1945. Né più, né meno. Solo così si spiegherà come mai a Pola, a Trieste, a Fiume si eliminarono anche molti antifascisti italiani.

Torniamo sulla questione delle foibe.  Le foibe, crimini compiuti da partigiani jugoslavi e non dai partigiani italiani.? Posto che non amo il concetto di foibe, se non altro perché strumentalizzato già dai nazisti nel 1943 (vedere libri di ricerca seri, please, tra cui molti dell’IRSML del FVG!!!), ma di crimini di guerra di natura diversa, frutto della cieca violenza rivoluzionaria e revanscista, la sua è un’affermazione assolutamente non supportata storicamente. Proprio perché frutto di CIECA violenza rivoluzionaria e revanscista, a cui non si può dare giustificazione ma spiegazione sì (mai sentito del modo con cui l’esercito italiano prima e quello nazista dopo hanno occupato la provincia di Lubiana, o del modo con cui fin dal 1925 si iniziò a “trattare” gli slavi della provincia di Pola e di Zara? O del modo in cui furono “trattati” gli antifascisti, socialisti e comunisti in particolare, nella Venezia Giulia fin dal 1921?), gli artefici furono sia jugoslavi, sia italiani. Ci sono nomi e cognomi.

 

AB: Ecco cosa scriveva sull’appartenenza dell’istria all’Italia Dante nel primo Trecento: «Sì com’a Pola presso del Carnaro, ch’Italia chiude e i suoi termini bagna» (Inferno, Canto IX, 113-114). L’arena di Pola, i campanili con l’effigie di San Marco a Capo d’Istria, a Parenzo, a Rovigno, a Trau’, a Cattaro, il palazzo imperiale a Spalato, le scritte in italiano a Ragusa e altrove, le lapidi funerarie in italiano nei vari cimiteri ecc. sono mie invenzioni. L’esodo forzato di 350.000 persone dall’istria e dalla Dalmazia è una mia invenzione. In realtà l’istria costiera, le isole e la costa dalmata sono l’espressione della civiltà veneziana. Basta andarci, come ci sono andato, per rendersene conto. Il resto è retorica fasulla o manipolazione dei fatti per propaganda o autogiustificazione del vincitore di oggi. I servi slavi di una volta sono diventati dopo il 1945 padroni per ignavia dei rappresentanti italiani alle trattative di pace. L’Italia badogliana, cobelligerante degli Alleati, fu trattata da paese vinto e ne subi’ le conseguenze. NON è in questo dibattito che troveremo la soluzione a complessi e drammatici avvenimenti storici. Intelligenti pauca e per quanto mi riguarda,satis est.

Il lettore avveduto saprà trarre dal dialogo precedente le proprie conclusioni