Pasqua e Pasquetta. Il gusto della convivialita’

psycology

E’ tempo di bilanci. Da sempre Pasqua e Pasquetta sono considerate feste molto importanti da dedicare a persone importanti. Solitamente si preferisce trascorrere la Pasqua in famiglia e la Pasquetta con gli amici, magari facendo una bella scampagnata al mare o in montagna, o rilassandosi in casa di amici sempre con uno scopo ben preciso, cucinare insieme, mangiare ciò che si prepara e conversare allegramente accompagnandosi ad un bicchiere di vino. E fin qui ci siamo tutti, ma dopo tanta gioia e divertimento è arrivato anche il momento di interrogarci sul perchè, sulle motivazioni per cui la convivialità si accompagna spesso al senso del gusto. Il cibo come alleato di felicità e complicità. L’amicizia in psicologia è vista come una grande risorsa per garantirci il benessere psicologico. Stare tra simili, ovvero tra persone che per tratti culturali, sociali o caratteriali ci somigliano, dona serenità e piacevoli sensazioni di benessere. Ricerche recenti hanno mostrato che passare del tempo con gli amici, coinvolgerli nelle attività, farli intervenire nella propria vita familiare e gioire dei loro successi interessandosi genuinamente alla loro vita, allunga la nostra di vita, non solo la migliora ma addirittura incide sul benessere fisico eliminando fastidi psicosomatici e prolungando l’aspettativa di vita. Va quindi riconsiderato il valore dell’amicizia sana, quella priva di invidie, animosità e irrealistiche pretese. Stare tra amici deve appunto dare serenità, ed è questa che incide fortemente sulla qualità della vita. Ma tornando al valore del cibo come collante di convivialità è necessario ricordare la generosità che sta alla base del vivere bene e felici con gli altri. Il piacere passa attraverso il mangiare cibo onesto e semplice e attraverso le buone ‘pietanze’ che si condividono tra ‘commensali’. Mangiare insieme fa diventare una relazione condivisione, tale relazione è autentica quando lo scambio reciproco include il desiderare la felicità dell’altro, il volergli bene per quello che è, desiderando vivere con lui quel momento speciale. Il cibo appartiene al dominio della cultura e della socialità, e come afferma Barthes il cibo è in ogni luogo ed epoca un atto sociale. E come tale va coltivato, e vanno educate le future generazioni ad una socialità responsabile e serena. Tutto ciò possiamo garantirlo con l’esempio e l’insegnamento. Mostrare ai nostri figli, futuri amici che la convivialità, l’amicizia sana non solo allunga la vita ma è una virtù costruttiva che ci determina nel mondo e che ci dona forza. Per concludere, consideriamo come un valore importante trasmettere le tradizioni, sempre nel rispetto delle innovazioni ma continuando a mantenere intatta l’importanza della convivialità e della socialità. Assaporiamo i momenti di gioia e serenità in compagnia e non dimentichiamo che il cibo può essere una buona scusa per stare tutti insieme. L’amicizia passa attraverso il gusto.

Dott.ssa Adelaide La Verghetta