L’ultima cena gay

Desfile del orgullo gay en Madrid, 2013.

La notizia è nota ed ho fatto passare qualche giorno dalla sua lettura che mi ha profondamente indignato. In breve la notizia si riferisce ad una locandina, diffusa a Salerno,  che rappresenta “L’Ultima Cena” in versione gay con tutti i commensali nudi e, se non fosse stato chiaro il  messaggio, con l’invito a partecipare ad una serata gay in un locale di Salerno. A parte la facile battuta che questi vigliacchi non avrebbero mai rappresentato Maometto in simile atteggiamento, ma se è consentito fare satira sui valori cristiani più alti mi chiedo come si possa impedire di fare altrettanto con le comunità lgbt senza incorrere nelle ire dei suddetti e nelle azioni della magistratura per il reato di discriminazione sessuale. Credo che sia necessaria una legge, se già non esiste, che imponga l’apertura di un procedimento giudiziario d’ufficio nei confronti di chi fa discriminazione religiosa sulla stessa lunghezza d’onda di chi fa discriminazione sessuale. Ma si arriverà mai ad una così semplice decisione? Non credo, vista la pavidità dei legislatori o, forse, la loro non dichiarata appartenenza alle categorie succitate. Non credo che rappresentare un gay come un “finocchio” o un “o-rechione” o un “frocio” faccia piacere a chi ritiene di soddisfare la propria sessualità in modo diverso: così credo che siano necessari il rispetto per chi “crede” in modo diverso, per chi deve sopportare i cortei dei gay-pride che manifestano, più che un orgoglio gay (di cosa dovrebbero essere orgogliosi non si sa!)  la volgarità identica al peggiore e volgare sessuomane eterosessuale in giro.

Elio Bitritto