L’angolo della Poesia. Solo il bucaneve

fiori d'arancioSolo il bucaneve

I
S’ode l’ultimo rintocco di campana
che in chiesa, risplendente di ceri accesi,
invita i fedeli a celebrare la Resurrezione
del Figlio del carpentiere
e della Figlia e Madre di suo Figlio.

II
Piu’ brillanti del plenilunio
si rincorrono e scintillano le Virginidi,
sciame d’aprile di stelle cadenti.
Improvvise, una, un’altra,
ancora una, sorgono,
scompaiono, risorgono
nel firmamento che oscuro
all’occhio mio umano appare.

III
Cerco, aspetto, rincorro
tra passeggeri vuoti di nuvole,
le improvvise scie dorate
che giunte da tanto lontano,
caduche, l’ultimo bagliore esalano.
Semplice onda d’urto
è la loro vita e in fili di ragnatela
di misteriosa materia oscura,
in mattoni di nuova vita di galassie,
risorgeranno.Tal è la legge
e la logica dei tempi cosmici.

IV
Giallognola è la luce accesa
nella stanza e sempre verde
scuro è il cactus
davanti al davanzale della finestra
e di nuovo viola è il bocciolo di lilà
che in cima alla punta del ramo
s’erge e vita agogna.

V
Solo il bucaneve, che stamattina
tanto abbelliva l’aiuola nel giiardino,
indifferente rimane ai rimandi
di luce vespertina, all’arcano divino,
alla natura dell’universo
senza centro o confini.

A primavera, sciolta la neve,
puntuale, è risorto.

Filippo Salvatore

Montreal, 16 aprile 2017. Pasqua di resurrezione