Su Saturno c’è vita! Che farne?

Encèlado

Saturno è uno dei pianeti del Sistema solare, secondo per grandezza solo a Giove,  caratterizzato dai famosi anelli e dotato di numerose “lune”, una sessantina: tra queste una in particolare è al centro dell’attenzione degli scienziati  in queste ore: attenzione determinata dal fatto che Encèlado, la luna in oggetto, mostra la presenza di idrogeno ed anidride carbonica, ”precursori”,  in un certo qual modo, della vita così come la si intende sulla Terra. In pratica questa scoperta induce a ritenere che si sia fatto un notevole passo in avanti per ritenere abitabile il satellite. Due notiziole su Encèlado, uno dei giganti della mitologia greca: nella famosa “gigantomachia”, la guerra con gli dei, viene sconfitto dalla dea Atena che lo seppellisce scagliandogli addosso la Sicilia.

La scoperta ci rende particolarmente lieti perché se è possibile la vita su un astro posto a milioni di chilometri dalla Terra, si ritiene possibile, inviare l’attuale classe politico-amministrativa dell’Italia su quel satellite senza doverli necessariamente mantenere noi contribuenti o metterli in prigione con ulteriori spese: potremmo mettere a loro disposizione un intero satellite che potrebbero amministrare nel modo a loro più congeniale. I suddetti precursori chimici, idrogeno e anidride carbonica potrebbero essere la base, come per la Terra, della formazione di un processo noto come “metanogenesi” vale a dire per la produzione di metano da parte di microorganismi che, essendo particolarmente primitivi non subirebbero particolari traumi dalla presenza dei rappresentanti italiani al governo (ed alla opposizione). Potremmo inviare, in qualità di osservatori o pionieri,  i due “marziani” per definizione, Ignazio Marino e Gianfranco Librandi, entrambi noti per essere gli unici in grado di comprendere concetti elementari  di tipo ameboide, che si suppone saranno espressi, almeno inizialmente, su Encèlado.

Elio Bitritto

Librandi  Marino