Curiosità, paura e lieto fine

psycology

Curiosità, il vero motore della vita. Ecco cosa ha spinto, pochi giorni fa a Vasto, un bimbo di due anni a mettere la sua dolce testolina tra le inferriate di un cancello. Tanta la paura, ma dato lo splendido lieto fine vale la pena approfondire le motivazioni per cui i bimbi tendono spesso a combinare marachelle e a mettersi nei guai. La curiosità è come la fame, un bisogno che deve essere appagato, e spesso ad ogni costo. Nei bimbi al di sotto dei 5 anni tutto è una novità, la loro mente è una pagina bianca e in loro c’è una voglia spasmodica di apprendere, di sapere, di scrivere su quella pagina. La curiosità li spinge a porre domande su tutto e a sperimentare qualsiasi cosa, senza pensare alle conseguenze, semplicemente perchè non ne hanno esperienza. La loro non è incoscienza, in realtà è scienza. Come piccoli scienziati si approcciano al mondo dell’ignoto e sperimentano, provano, testano le loro capacità alla ricerca della verità. E alla base di tutto ciò c’è la creatività,ogni mezzo a loro disposizione è un possibile oggetto di studio e da qui la necessità del nostro piccolo concittadino di scoprire le potenzialità del cancello di casa. Tutto questo per dire che quelle che a noi adulti sembrano marachelle non sono altro che tentativi di studio e creativi progressi verso l’età adulta. E dirò di più, i bambini che hanno il coraggio di soddisfare le loro curiosità senza paure infondate e timori vari sono bambini con maggiori possibilità di apprendimento e con alti livelli di autostima, ben stimolati ad imparare e a crescere serenamente. Ma per noi genitori il lavoro più difficile risiede nell’equilibrio tra incentivarli all’autonomia e all’autostima ed evitare che si facciano male o che finiscano nei guai. Quando un bambino combina un pasticcio è fondamentale scegliere una punizione atta allo scopo, e cioè porre riparo, ammettendo l’errore e scusandosi per quello, al bambino va sempre spiegato il motivo dell’errore e che sono i comportamenti o le sue scelte ad essere sbagliate, non certo lui. Inoltre è importante guardarlo e rassicurarlo sempre i sui sentimenti e sul fatto che i genitori lo amano sempre e comunque, anche quando viene punito. Le punizioni devono sempre avere carattere positivo, il bambino deve capire che si può riparare ogni cosa e che si possono sfidare i limiti dei loro genitori ma sempre entro certe misure. No ai ricatti morali o ai paragoni con amichetti o fratellini, e soprattutto si a tanta pazienza e coerenza, niente “collegio” o “a letto senza cena”, perchè sono punizioni che non porteremo mai fino in fondo, e i bambini lo sanno meglio di noi! Ma soprattutto genitori, un respiro profondo, una calma molto zen e un sano “sono bambini”. Accettiamo le marachelle innocenti e puniamo con parsimonia solo ciò che è davvero sbagliato, perchè in fin dei conti loro sono dei “gran curiosoni” e usano tutta la creatività che possiedono per imparare e per farci scoprire cose nuove del mondo. In conclusione, godiamo della curiosità di nostri bimbi e impariamo da loro, magari ci mostreranno la strada per la felicità, la spensieratezza e la gioia di tornare a sorridere come bambini.
Dott.ssa Adelaide La Verghetta