Integrazione in Svezia

vera svezia   fake svezia

Svezia, tra le nazioni europee con il più alto grado di “politicamente corretto”, con la più alta accettazione degli “altri”, con un sistema di assistenza materiale e psicologica portato ad esempio per gli “euro-populisti” che, of course, sono disumani e pronti a versare lacrime per i civili ed i bambini morti in guerra a giorni alterni, così, tanto per una compensazione automatica: la Svezia teatro dell’ultima manifestazione di integrazione degli islamici in un Paese occidentale e cristiano, dimostrano, se mai fosse stato necessario, il livello di gratitudine che questi “portatori di pace” hanno nei confronti di chi li accoglie. Quest’ultima è la dimostrazione che il loro arrivo non era e non è motivato da ragioni economiche o umanitarie ma è dettato solo dalla necessità di occupare e trasformare la civiltà cristiana. Dice il premier Stefan Löfven “non la daremo vinta all’odio”: sarà pure politicamente corretto ma senza reazione l’odio vince. Tra le “colpe”! di Trump ora gli euroscemi potranno annoverare anche la profezia di un attentato che non c’era stato ma che evidentemente era nel calcolo delle probabilità. A Stoccolma ci sono interi quartieri ghetto, ad esempio Rinkeby, dove sembra di stare in un suk arabo per l’abbigliamento e per l’idioma ed anche questa volta il solito imbecille buonista attribuisce l’attentato alla “reazione” di chi non riesce ad integrarsi o, addirittura, a presunte colpe colonialiste: e non solo perché i soliti imbecilli buonisti stabiliscono che la “reazione” viene dettata dal fatto che, tra i Paesi dell’OSCE, la Svezia è quello che ha le periferie più segregate dal punto di vista etnico, senza pensare che, la segregazione non è voluta dagli svedesi ma dagli stessi islamici che non si adattano ad uno stile di vita che, dai tempi del medio evo, ha fatto passi da gigante, come tutti i Paesi europei. Il quartiere di Rinkeby, così come quello della vicina Hjulsta, è teatro di sommosse a scadenza regolare a causa delle lotte tra gang per lo spaccio di droga al punto che nel 2014 il locale commissariato fu chiuso ed oggi il tentativo di ripristinarlo  va a vuoto per la riluttanza delle imprese a partecipare all’appalto per la ricostruzione. Ma c’è un altro fenomeno che si manifesta in Svezia, quello per cui i reati ed i delitti a scopo sessuale non vengono attribuiti ad alcuna etnia: al massimo vengono indicati come stupri di band giovanili di cittadini svedesi: in realtà questi stupri avvengono in particolare nelle piscine dove l’istinto predatorio di certi ragazzi viene accentuato dalla presenza di ragazze in abiti necessariamente succinti e ciò li autorizza ad abusarne (non a caso la copertura parziale o totale del corpo femminile viene imposta per non eccitare gli uomini: se poi le donne sono occidentali queste vengono considerate prede. Naturalmente i soliti idioti buonisti mi diranno che queste sono notizie falese e tendenziose ed io rispondo che se l’Europa è una, gli autori di reati o delitti, di ogni genere, deve essere identificato per quello che è: dire che un immigrato, per il solo fatto di aver avuto la cittadinanza svedese o italiana o francese, ecc., sia svedese, italiano o francese è quanto meno ipocrita e rende questi “buonisti” utili idioti: “idioti” per i connazionali e “utili” per i tagliagole.

Elio Bitritto

 

Stoccolma febbraio 2017