Parole e un lume per Evtušenko

E Evtushenko_in morteAll’età di 84 anni compiuti, ieri 1° di aprile, in terra d’America si è spento il poeta e romanziere russo Evgenij Aleksandrovič Evtušenko

La mia non la considero politica – ebbe a dichiarare, definendo la sua opera – la chiamo poesia dei diritti dell’uomo, quella che difende la coscienza umana come il valore spirituale più alto”.
Una propensione sempre presente e idealmente vera nelle sue innumerevoli scritture, anche se il dissidente Joseph Brodsky, premio Nobel per la Letteratura (morto a New York nel 1996), lo accusava decisamente di non essere abbastanza critico nei confronti del potere sovietico, imperante nell’Unione Sovietica anche in età post-staliniana.
E’ innegabile che in Evtushenko restò sempre viva una incancellabile matrice russo-comunista.

Distanze terrestri e ideologiche non ostanti, a quel che nel mio tempo letterario ho sempre considerato maestro, umanamente un fratello maggiore, nonché stimolo a dispiegare sempre onestà e verità con idee e parole, invio e dedico insieme nel mare del web due suoi affabulanti brani poetici e, come un fiore di rinnovata primavera o lume di lucerna paleo-cristiana, il mio sommesso e orante saluto. GFP

Nel parco

Prima di dar inizio al canto
scrollavano le piume i capirosso.
Sorridendo camminavano i passanti.

Nei tuoi occhi
sotto la convessità d’ogni pupilla
appena appena facendo vibrare
le sensibili ciglia,
liquidamene scorrevano fiori

navigavano nuvole.
E qual che sia il futuro che il mondo m’apparecchia
io gli perdono
e anzi l’amerò, sempre,
in grazia se non altro di questo:
che un giorno
l’ho guardato riflesso
nella felicità dei tuoi occhi.

Occhi neri di ribes nero

……………
come dense gocce della notte
guardano e inconsapevoli domandano
o di qualcuno o di qualcosa.

Caverà lesto il tordo saltellante
gli occhi neri di ribes nero,
ma i gorghi del vortice conservano memoria
di qualcuno o di qualcosa.

Non penetrate nella memoria delle amate.
Temete quei vortici abissali, perfino
la vecchia tua blusa, non di te si ricorda, ma
di qualcuno o di qualcosa.

E dopo morto vorrei onestamente sempre vivere
in te, come qualcuno no, come qualcosa,
che ti rammenti, linea d’orizzonte,
solo qualcosa, solo qualcosa.

Evgenij Evtushenko

fiammella-b

Nel canto l’eterno Verbo

Evgenij Aleksandrovič, tu
delle parole il canto conserverai
a noi dispiegata della vita
l’eterno Verbo,
con la pietas che affratella,
redenta sia l’accomunante morte.

    Giuseppe Franco Pollutri