“Io sono”! Dimmi piuttosto quel che fai

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Cogito ergo sum … ? Indubitabile che sia, è questa soltanto una considerazione prima, dopo l’essere venuti al mondo.
Dici: Io sono! Ti chiedo: Dammi un segno tangibile, visibile, della tua esistenza, della positività della tua presenza, qui e ora. Come dire: Metti in atto il tuo ‘essere’, dimmi piuttosto quel che fai!

“Quello che conta è fare qualcosa che, seppur di poco, alteri il mondo al di fuori della nostra testa” (Kazu Kibuishi). Come scrive Gregg Krech nel suo libro The art of taking action, quello che conta è “increspare le acque”, cioè fare qualcosa che, seppur di poco, alteri il mondo al di fuori della nostra testa.

L’essere è ciò che ha la possibilità di agire o di subire un’azione (Platone). Dunque, l’idea, espressione del cogito, non può che rivelarsi nell’agire, altrimenti non è. Senza una sua epifania l’essere non è. Non esiste neppure il cogitante. Pinocchio, prima di ‘essere’, sia pure un burattino, capace di suscitare sentimenti, di combinare danni e procurare danni, a sé e agli altri, era semplicemente un tronchetto di legno, buono da ardere e null’altro. Anch’esso con una sua funzione, certo, ma pur sempre un qual cosa di strumentale. Non di certo una “persona”, essere (verbo) capace di pensare e dunque fare. Conseguentemente (provvidenzialmente, nella mente di Dio, o se si vuole in Natura) come sopra detto.
Una lampada per essere considerata tale deve … accendersi, far luce intorno. Diversamente resta “un’idea”, spenta, e dunque superflua, inutile.

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