PROVINCE e CNEL

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C’è ancora gente, in Italia, pronta a difendere l’indifendibile: mi riferisco a due enti che il referendum ha bocciato lo scorso anno: ciò ha comportato un vuoto di interventi da una parte e una serie di contrasti tra il presidente ed il segretario generale dall’altra. Dicono questi delusi dal referendum: se gli italiani avessero votato SI oggi non dovremmo lamentarci di queste situazioni. Più che il CNEL, per il quale un qualsiasi politico di paese avrebbe già deciso di commissariare l’ente, l’aspetto più grave è costituito dalle province poiché bisogna dire chiaramente che l’errore, uno dei tanti, è stato fatto proprio dal governo che ha proposto il referendum costituzionale dato che, dando per scontato un esito  favorevole, ne aveva annullato i finanziamenti per cui qualcosa come 100.000 chilometri di strade e 3.600 scuole sono prive di manutenzioni. Non è stato dunque il NO a creare il caos ma l’improvvida anticipata e frettolosa decisione del governo Renzi, credo nella persona del ministro Del Rio, a determinarlo. Ora c’è qualcuno che attribuisce tutti i mali alla vittoria del NO “avete votato no? ed ecco le conseguenze”. Io dico invece che se fossero stati più umili ed attenti agli umori degli italiani avrebbero per lo meno evitato una figura alla Emilio Fede.

Elio Bitritto