Peugeot/Opel : lo strano destino dell’industria del nostro Paese.

 

OPEL

Qualche anno fa , Marchionne  si e’ speso con tutte le sue forze per cercare di acquistare la Opel, senza successo.

Marchionne ha anche fatto di tutto per rendere meno provinciale la Fiat. Ha cercato di darsi una immagine americana tramite la Crysler, ha stabilito sedi legali, finanziarie, industriali in  vari Paesi e non si tratta solo di pagare meno tasse (il che, tra l’altro, e’ legittimo). Si tratta di dare di sé e della società una immagine piu’ internazionale. Non a caso ha anche passaporto americano.

Purtroppo questi tentativi non sono serviti per poter concludere l’acquisto della Opel.Ma il punto di fondo sta nella motivazione: il sindacato di controllo tedesco non ha dato parere favorevole, anzi,per non usare mezzi termini, si e’ opposto.

Nessuna reazione italiana, nessuna obiezione .

Ricordo al lettore che quando l’Italia dovette scegliere il sistema trasmissioni televisivo (Secam) i tedeschi dissero subito che in caso avessimo scelto il sistema francese se ne “sarebbero ricordati” ,tenuto conto del grande numero di lavoratori italiani  in Germania, come se noi dovessimo ringraziare i tedeschi per accogliere i lavoratori di cui hanno bisogno, prima di ospitare altre etnie.

Ieri invece è stato dato enorme risalto dalla stampa mondiale all’accordo Peugeot/Opel dove , se le informazioni sono certe, si tratterà di una fusione più che di un acquisto puro e semplice.

Non occorre essere sociologi o storici  per immaginare quali saranno le difficoltà di “comunicazione” tra i tedeschi e i francesi e quali sarebbe state invece tra i tedeschi e gli italiani.

Da una parte  una mentalità fortemente sintetica e razionale, dall’altra , quella tedesca , di sfibrante senso analitico e di complessa comprensione.

Infine c’è l’azionista di Opel, GM che se avesse tenuto conto del suo atteggiamento nei confronti della Fiat quando si profilava un accordo interessante  tra le due società , la Gm lo fece fallire e pagò una multa rilevante .Questa sarebbe stata anche una occasione per ricucire il passato.

Dunque perché   è accaduto tutto questo.

Perché  il nostro capitalismo industriale viene lasciato solo, non riceve dalle Istituzioni attenzione alcuna :; la politica è affaccendata tra primarie e primari…-

Le istituzioni negli ultimi anni si sono interessate agli aspetti finanziari, dove questi avevano prese derive molto strane ed ha dovuto intervenire spinta dalla CEE e dalla BCE.

L’industria, grande, media o piccola non  fa audience. Forse la stessa Confindustria dà una mano alla sua disfatta ma  le istituzioni sono assenti.

E cosi a Ginevra, dove ieri si apriva il Salone dell’auto, tutti sapranno dell’accordo del secolo .La Wolkswagen continua i suoi successi malgrado  quanto è accaduto sui gas di scarico.

I tedeschi sono al di sopra di ogni sospetto.

E noi al Tg delle 20 ascolteremo le interviste e le ultime dichiarazioni per sapere se Tizio era andato a cena con Caio e se il premio di maggioranza eccetera eccetera.

Gianfranco Bonacci

Ps: nei 15 giorni di apertura , il Salone ospiterà tra 650.000/700.000 presenze. Italiani presenti 40.000 circa .Età media tra i 35 e 45 anni. Viaggio A/R in giornata da Roma in aereo, A/R in giornata da Milano e Torino