IL BELLO DELLE DONNE? LA LIBERTA’ DI ESSERE LIBERE

 

psycology

Oggi è l’ 8 Marzo, e per molti vuol dire uomini mezzi nudi e unti circondati da donne urlanti e ululanti.  Ma è davvero necessario? C’è davvero bisogno di strumentalizzare il corpo maschile per affermare la parità dei diritti? E’ chiaro che se c’è una festa della donna non c’è parità dei diritti. Ma la vera domanda è cosa sarebbe giusto festeggiare?  In realtà l’8 marzo simboleggia e celebra le donne russe che hanno dato inizio alla Rivoluzione Russa, chiedendo parità dei diritti, diritto di voto e uguaglianza sul lavoro. Ma ad oggi le cose sono un po’ sfuggite di mano e dal chiedere la parità dei diritti si è passati al chiedere più streaptese. Quando vedo cartelloni pubblicitari con mimose e uomini mezzi nudi cerco di immaginare il messaggio che si vuole mandare e ovviamente non penso ai diritti delle donne. Inoltre le manifestazioni che ultimamente rimandavano alla festa della donna hanno trattato come tema principale il femminicidio, inteso come un fenomeno da riconoscere e combattere con la giustizia. La domanda è, ma se iniziassimo a prevenirlo con l’educazione? Un dato certo è che le donne molto spesso sono vittime di chi le dovrebbe amare e proteggere,  e questo significa che alla base del femminicidio c’è la prevaricazione , il senso di possesso e potere, la volontà di dominarle e sicuramente non di garantirne la libertà, la parità e l’autonomia. Per cui la giornata nazionale dei diritti della donna dovrebbe celebrare sì la parità, ma prioritariamente  la libertà, il diritto di ogni donna di essere, sentire, percepire e soprattutto vivere. Ma la violenza sulle donne non è solo di tipo fisico, anzi il modo per ferirle maggiormente è l’utilizzo della violenza psicologica, subdola, difficile da dimostrare e sanare. La violenza psicologica non provoca lividi ma lede la dignità e indebolisce le donne rendendole schiave attraverso l’intimidazione, la manipolazione e l’isolamento. La violenza psicologica è fatta di tanti gesti, comportamenti e parole, non mancano minacce di tipo fisico nei confronti dei familiari, figli,e animali domestici, insulti, umiliazioni e ricatti, nonché il danneggiamento di oggetti di valore affettivo per la donna, l’isolamento dalla famiglia, accuse per l’infedeltà che subisce, fino ad arrivare al pedinamento, stalking e il gaslighting. Quest’ultimo è un pericoloso comportamento intensamente manipolatorio  agito da una persona abusante con lo scopo di far dubitare la vittima della propria sanità mentale, della propria capacità di giudizio,e di tutte le scelte compiute. La sensazione che si produce è una continua confusione ed una reale convinzione di pazzia. Le donne che ne sono vittime si persuadono della loro incapacità e cedono sotto il peso delle manipolazioni dei loro aguzzini. Tali violenze psicologiche sono all’ordine del giorno in Italia e nel resto del mondo, ed è compito nostro non solo riconoscerle, ma insegnare alle future generazioni e a tutti come evitarle e combatterle. A soluzione di tutto ciò l’uomo e la donna si devono impegnare nella reciproca integrazione e nel rispetto delle proprie caratteristiche, senza segni di sottomissione, prevaricazione o giochi di potere. Ma sicuramente non c’è bisogno di un’assoluta parità dei sessi, perché le differenze fisiche e psicologiche sono essenziali per la sopravvivenza. Uomini e donne sono pezzi di un puzzle che si incontrano ed incastrano perché diversi e complementari. In conclusione, mi rivolgo alle donne, se volete festeggiare la vostra emancipazione, indipendenza e autodeterminazione fatelo pure, però in assoluta libertà, e non perché  c’è chi vi dice che lo dovete fare per forza oggi e per forza a suon di samba.

dott.ssa Adelaide La Verghetta