Eutanasia e simili

suicidio assistitoSi fa un gran parlare, in questi giorni, dell’eutanasia e della morte volontaria assistita. Ecco, il punto è proprio questo, se ne parla come se si trattasse di una partita di calcio, al bar, tra rigori dati e non dati, con competenze che provengono da “sentito dire”. Intanto è chiaro che siamo di fronte a due fatti sostanzialmente diversi: l’eutanasia è un intervento attivo grazie al quale vengono soppressi tutti quei presidi medici che consentono di tenere in vita il paziente: ciò viene considerato omicidio; nel caso della morte assistita si è di fronte ad un vero e proprio suicidio che il paziente compie, aiutato da altre persone, ed è quello che è accaduto per il DJ Fabo. In realtà c’è una terza forma che è quella del testamento biologico che prevede una volontà a priori del soggetto malato che dichiara in anticipo quali interventi sanitari escludere nel momento in cui non si sia in grado di comunicare. Francamente credo  che solo chi è in certe condizioni possa capire e scegliere la soluzione: in uno stato dove ci sono 25.000 aborti l’anno, scomodare  l’etica per quei pochi casi in cui un essere umano è ridotto allo stato vegetale mi sembra abbastanza ipocrita. Aborto  significa, a mio parere, infanticidio: tra l’altro non sappiamo se il feto soffra e non lo sapremo mai. Se poi la decisione fosse legata alla capacità del feto di esprimere un pensiero, ancora una volta devo tirare in ballo l’aborto poiché viene ucciso un essere umano (e vorrei vedere un medico dire che quell’embrione non rappresenta un essere umano!): e se questo vale per il feto non c’è motivo per cui non valga per il malato terminale tenuto in vita alla Frankenstein, tanto più che ricorrere all’aborto con tutti i metodi e le protezioni oggi esistenti è abbastanza stupido. Resto dell’opinione che sia una decisione personale cui solo le circostanze possono dare una risposta: non possiamo dire se Fabo ha fatto bene o male: bisognerebbe essere nella sua condizione ed è ciò che non auguro a nessuno, anche se penso che Fabo, con il suo gesto, abbia voluto dare il massimo significato alla VITA.

Elio Bitritto