Dimmi che maschera metti e ti dirò chi sei

psycologyFinalmente il Carnevale. Tanti, ogni anno, attendono con ansia questo momento in cui travestendosi potranno indossare costumi stravaganti e sentirsi liberi di trasgredire. Nei pochi giorni del Carnevale si può essere chiunque si voglia e si può festeggiare nelle piazze, nelle case, nei locali, spogliandosi di sé stessi e divenendo qualcun altro. Il Carnevale non è solo la festa dei bambini, dei colori e delle risatine, è anche la festa degli adulti, e indipendentemente dal sesso, religione, etnia e classe sociale, la cosa importante è indossare una maschera. Cosa c’è dietro la voglia di indossare degli abiti diversi, celarsi dietro ad una maschera o nel travestirsi? A Carnevale ci sentiamo tutti un po’ attori, momentaneamente viviamo una vita diversa dalla nostra, vestiamo i panni di altri e interpretiamo un personaggio. Ciò rappresenta un modo per evadere da sé stessi, dalla propria vita e delle volte per nascondere alcuni aspetti psicologici. Viceversa indossare una maschera può autorizzare le persone a mostrare un aspetto di sé che nella quotidianità viene negata. E in questo senso la scelta della maschera risulta essere interessante, per esempio chi si veste da bimbo è probabile che senta il bisogno di ricordare la propria infanzia e la nostalgia per quel tempo spensierato, chi invece si veste in modo audace e sexy può sentire il bisogno di trasgredire, di abbandonare una noiosa quotidianità. Simpatici sono gli adulti vestiti da supereroi, esprimono un lato tenero e infantile, e nello stesso tempo nascondono una segreta voglia di essere potenti. Una tipica legge del contrappasso può invece far mascherare persone che di solito gestiscono responsabilità e potere da “Robin Hood”,in modo da sentirsi giusti, buoni e amati da tutti.
E infine va decisamente ricordato l’uomo che si veste da donna, un classico che spesso mostra l’estroversione, l’intraprendenza e soprattutto la capacità di ridere di sé stessi e di non temere il giudizio altrui. Questo è un punto importante quando si parla di coloro che affermano di odiare il carnevale e i travestimenti, i motivi possono essere molti, ma spesso la motivazione più valida sta nella paura di essere giudicati, di essere ridicoli, e nel timore di mettersi in gioco. Una solida autostima garantisce a tutti un sano divertimento persino se si è vestiti da pagliacci! Può capitare anche ai bambini di non volersi travestire, un consiglio utile oltre al non forzarli è preparare qualche maschera fai da te, coinvolgendoli nella realizzazione e facendoli divertire a scegliere il personaggio, i materiali e le feste a cui partecipare. Per concludere, siate qualcun altro per un giorno, ma solo per la gioia di tornare ad essere sé stessi quello dopo.
Dott.ssa Adelaide La Verghetta

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