L’Inps conferma il fallimento del Jobs Act

Il dato più preoccupante riguarda il crollo dei rapporti di lavoro a tempo indeterminato che  hanno chiuso l’anno a quota 82.917 contro i 934mila registrati invece nel 2015:  851mila in meno dunque a causa del progressivo scomparire della  decontribuzione. In calo anche le cessazioni (-3,1%) mentre i  licenziamenti restano stabili.

La progressiva consistente riduzione della decontribuzione ha inciso sui numeri del 2016, nel corso del
quale comunque le assunzioni con esonero contributivo biennale sono  state 414.000 e 203.000 le trasformazioni di rapporti a termine, che  beneficiano del medesimo incentivo.

Il totale è di 617.000 rapporti di lavoro agevolati che rappresentano, annota ancora l’Inps, il 37,5% del totale delle assunzioni/trasformazioni a tempo indeterminato. Nel 2015 il rapporto era stato del 60,8%.

Quanto alle retribuzioni si registra questo dato: per le assunzioni a tempo  indeterminato intervenute nel 2016, una riduzione della quota di  retribuzioni inferiori a 1.750 euro, che passa dal 60,6% del 2014 e  del 2015 al 57,3% del 2016. Si tratta di una tendenza registrata anche nei mesi precedenti.