“Pulizia di massa e maniere forti – Parole da brivido”

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“Un politico del nostro Paese, Matteo Salvini, ha detto, ieri, in un discorso pubblico proprio parole di questo genere: che ci vuole una pulizia di massa via per via, quartiere per quartiere, e con le maniere forti se occorre”.

Inevitabili le levate di scudi, promosse da Anna Foa su “Avvenire” che evoca la pulizia etnica condotta dai serbi in Bosnia e le infinite bare di Srebrenica: presa dal sacro fuoco della difesa dei più deboli, torna più indietro nel tempo evocando i rastrellamenti nazisti e si chiede “Dove sono le liste che serviranno ai nuovi emuli dei nazisti a braccare «strada per strada» i loro nemici di oggi? Chi le sta preparando?”: ed ancora lo squadrismo fascista nel ‘21-‘23, Hitler nel ’33, Dachau, Stalin, i contadini ucraini, in uno scenario crescente di malvagità umana per tornare ai tempi attuali della guerra civile in Siria. Nella sua crociata, a metà tra la difesa dei clandestini e la condanna di Salvini, attribuisce a questi la possibilità di usare le cannonate  che “non gli dispiacciono, lo sappiamo già”. Ed ecco la “questione morale”: “Di fronte a questi appelli aperti alla violenza dell’uomo sull’uomo bisogna levare alta la nostra protesta”. Perché, in fondo i clandestini, anzi i profughi, sono tutti delle “Maria nella grotta di Betlemme” … e non si possono accettare le maniere forti … che si possano usare solo per proteggere delle vite in pericolo, non dei beni materiali, dei pregiudizi, delle viltà piccole o grandi”. Intanto abbiamo visto che il valore della vita è praticamente nullo per alcuni di questi clandestini, constatiamo che non è lecito usare la forza per difendere i propri beni materiali, e neanche per difendere i pregiudizi e le viltà piccole e grandi  ma cosa si intenda per questa frase senza capo né coda lo sa solo lei. Ed ecco la conclusione di questa fanatica  “Lo schieramento è ormai questo, tra chi apre le braccia e chi le chiude e addirittura impugna un’arma per cacciare i più deboli”. No signora, non è questo lo schieramento: intanto non esiste nessuno schieramento se non nella sua fanatica immaginazione: si tratta di stabilire chi ha diritto di restare in Italia a FARE e non a bighellonare (nel migliore dei casi) o a delinquere in molti casi, si tratta di difendere senza le cannonate l’identità di un popolo di cui evidentemente la signora non si sente parte, si tratta di costruire un mondo, una nazione in cui si possa stare “insieme”, profughi e indigeni, con dignità invece di obbligare i nostri pensionati a frugare nella spazzatura per trovare qualcosa da mangiare. Evidentemente la signora non conosce questa realtà e prima di parlare di cannonate vada in giro, soprattutto nelle città, i quei quartieri dove la miseria combatte con la povertà per il primato.

Elio Bitritto