L’eredità di Umberto Eco

umbertoeco-654x404Ricorre oggi, 19 febbraio, il primo anniversario dalla morte di una delle piu’ fervide menti che l’Italia abbia espresso nel secondo Novecento, Umberto Eco (Alessandria  5 gennaio 1932 – MIlano 19 febbraio 2016, docente universitario, saggista, semiologo, giornalista, romanziere (ricordate il suo capolavoro Il Nome della Rosa? e la versione cinematografica di Jean-Jacques Annaud con protagonista nel ruolo di Guglielmo di Baskerville, Sean Connery?). Alla vigilia della sua morte aveva pregato il mondo accademico di NON occuparsi di lui, dopo la sua scomparsa, per almeno dieci anni. Rispettiamo la sua volontà. Vorrei fare una chiosa su quello che

Umberto Eco aveva detto sul diritto di parola degli imbecilli della rete

Eco si era opposto al diritto di parola di ‘legioni di imbecilli’ nel mondo virtuale della rete telematica.Una questione fondamentale su cui riflettere dato che le nostre democrazie occidentali sono l’espressione del suffragio universale, ossia della volontà di decidere di ‘ legioni di imbecilli’. Il che mi spinge a chiedermi ed a chiedervi, benigni/maligni lettori: è meglio un diritto esercitato male o la mancanza di un diritto?
.