PERCHE’ RELIGIONE, FEDE E SACRIFICIO SONO INESTRICABILMENTE CONGIUNTI ?

FOTO PASCALE

DOMANDE E RISPOSTE TRA ME E (RA)

(FS) Perché, come principio, la religione è basata sulla fede, (l’abdicazione quindi del libero arbitrio), e, come comportamento, sull’accettazione della disciplina basata su una verità rivelata, imposta da una gerarchia di potere, come la Chiesa. Ecco in cosa constiste il ‘sacrificio’. Libertà di pensiero e fede sono inconciliabili. Il dissenso dà luce alla mente e rende l’uomo ostinato, impenitente, eretico, parte per se stesso, libero.

(RA) .In quanto laico, vorrei condividere tutto quanto sopra ma mi viene un dubbio in merito a “l’abdicazione quindi del libero arbitrio”. Non potrebbe tale abdicazione essere parziale, nel senso che tocchi una sola parte dell’arbitrio, ovvero quella avente a che fare con la questione della fede. Se così fosse, si tratterebbe di una limitata abdicazione, o sbaglio? Così, si potrebbe meglio spiegare i filosofi come Blaise Pascal e Baruch  Spinoza.

  (FS) Dante alla domanda (53-54): – Di’, buon cristiano, fatti manifesto / fede che è?, rivoltagli da Pietro in Paradiso su cosa sia la fede. Risponde (Canto XXIV, 64-66):« Fede è sustanza di cose sperate e argomento de le non parventi, e questa pare a me sua quiditate ».

(RA).  Capisco che nel mondo medievale, quando la fede era onnipresente, la parziale separazione non era possibile. Ma la mia impressione delle persone religiose odierne è che i loro cervelli lavorano a compartimenti stagni: da una parte, hai l’area adibita al pensiero magico/religioso e le altre dove ha luogo attività scientifiche, anche di alto livello. Torna in mente, Frances Collins, grande credente e il genetista statunitense che ha guidato il team di ricercatori che ha decifrato il genoma umano. 

(FS)  Ti rimando ad una battuta di Sant’Agostino: – Credo quia absurdum. – oppure al ‘salto della fede’ del filosofo danese Soren  Kierkegaard. Collins appartiene alla seconda categoria di persone.

(RA). Ho il vago sospetto che stiamo dicendo la stessa cosa ma da prospettive diverse. Pascal disse che “Il cuore ha le sue ragioni, che la ragione non conosce” e, se non vado errato, egli vedeva il cuore come il luogo che permetteva, ammetteva, all’intuizione di Dio. 

(FS) . Il filosofo e matematico francese Blaise Pascal era un grande furbacchione. La sua ‘scommessa’ sull’esistenza di Dio, faceva in modo che con la fede si sarebbe salvato se Dio esiste e non avrebbe avuto nessuna conseguenza sul suo destino in caso contrario. Tipica risposta di casistica gesuitica, contraria al manicheismo dualistico dei giansenisti del convento di Port Royal, vicino a Parigi nel Seicento.

 

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