Renzi, allodola del 40-per-cento pigliatutto

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Un Renzi … zoologo. Dopo i gufi scopre le allodole. In negativo i primi, in positivo quest’ultime, crede che possano ‘funzionare’. E’ quel che, da uccellatore politico, lui pensa.

Ieri, a Roma, la destra d’Italia democratica e liberale ha manifestato in piazza, con i tanti convenuti, la propria idea di società e di nazione libera e “sovrana”, e con essa la voglia (… s’è possibile averla) di una Comunità nazionale capace e legittimata nella tutela, come altri partner europei, dei propri specifici, legittimi e produttivi interessi. Contemporaneamente, altrove, il prode Anselmo che oggi ha nome Matteorenzi da Rignano, “per ripartire” in una nuova crociata di partito, e soprattutto per riconquistare personalmente il vello d’oro di Palazzo Chigi, ha invitato la sua gente a “non continuare a guardare soltanto il proprio ombelico”!

Mentre in tale affermazione (o ammissione), sempre volutamente ‘gloriosa’ quanto, al solito, a effetto, svincolata da ben precise analisi e propositi, si conferma freudianamente che è esattamente questo che lui e il suo pd ha fatto e disfatto nei personali mille giorni di governo riformista e costituzionale , c’è da chiedersi ad opera di chi e dove si sono affrontati o quantomeno prospettati realmente “i problemi della gente”, e dello stato italiano ad essere concreti, per non restare agli slogan strumentali e, come le bugie, dalle gambe corte.

L’attuale principe degli imbonitori politici, a Rimini, ha esortato la platea del Palacongressi a prefigurare per il pd, nel ritorno più o meno prossimo alle urne, “il quarantapercento del consenso” – “al quale siamo abituati”, ha esclamato dal suo pulpito, da noto predicatore – per divenire, ancora e sempre, in parlamento e fuori, l’asso pigliatutto (suo supremo e solo desiderio e proposito), nonostante la parziale quanto insufficiente bocciatura della “sua” legge elettorale da parte della Consulta.

Chi è, dunque, per usare le stesse parole di tale attore politico, che agita “specchietti per le allodole di fronte alla questione reale”, laddove occorre affrontare varie e complesse, annose e dolorose questioni reali? Chi?

G. F. Pollutri

Idea e Cuori italiani a Roma