La globalizzazione ha i giorni contati?

trump

27 anni dopo il muro del comunismo, il 20 gennaio 2017 cadrà quello della globalizzazione. Da venerdì prossimo comincia un’altra storia. Donald Trump s’insiedera’ alla Casa Bianca e darà un taglio netto, lui imprenditore miliardario, con un sistema economico e politico in cui 8 supermiliardari hanno redditi e beni equivalenti a quelli di 3miliardi e 600mila uomini e donne. Una mostruosità che ha superato di gran lunga quelle delle satrapie assiro-babilonesi, della società idraulica del Tigri e l’Eufrate e dello stesso dispotismo dei Faraoni in Egitto. Nelle ore in cui Trump comunicherà la fine della globalizzazione in America e il recupero delle frontiere, degli interessi, della cultura. dei valori, della religiosità, delle radici, delle tradizioni degli americani, si tiene a Davos in Svizzera l’annuale raduno dei 2500 uomini che costituiscono lo scheletro portante del mondialismo e della globalizzazione. A Davos il presidente cinese XIJinping, leader incontrastato del più grande partito e sistema comunista sopravvisuto alla catastrofe dell’URSS, difenderà la globalizzazione contro le sirene del protezionismo. Eterogenesi dei fini: a un secolo dell’Ottobre russo e rosso di Lenin, Stalin, Bucharin…l’ultimo grande sistema comunista esistente si schiera con la grande finanza dalla parte di un capitalismo rapace, immorale, omicida. Non solo. Contro il nazionalismo economico di Trump e dei populisti che difendono le classi operaie e il ceto medio nazionali, Il cinese Xi si propone come grande protettore della globalizzazione. Il mondialismo dei comunisti cinesi coniuga il libero mercato col socialismo, il capitalismo senza regole e limiti con un socialismo che somiglia al sostanziale schiavismo delle società idrauliche che per secoli oppressero i popoli che vivevano nelle grandi aree dei fiumi come il Tigri, l’Eufrate, del Nilo. Di questo mondo, che ha creato fortune e ricchezze sconfinate e declassato e immiserito la classe operaia dei Paesi industrializzati dell’Occidente, Pechino accetta la responsabilità di prendere un ruolo guida a livello internazionale. Chi si trova a vivere questi anni di grandi trasformazioni e contraddizioni deve prendere atto che avevano visto giusto i nazionalisti quando poco meno di un secolo fa affermavano che l’esito finale del comunismo sarebbe stato quello di creare una società oligarchica, monopolista in cui i lavoratori sarebbero stati immolati sull’altare dell’internazionalismo. I banchieri sono dei funzionari del sistema internazionale del capitale, i dirigenti del partito comunista cinese sono funzionari di un sistema che schiavizza le masse e favorisce la nascita di ricchezze sterminate. Questi sono i fatti, questa è la storia che tutti noi stiamo vivendo. L’Europa della Merkel e dell’euro ha trovato in XIJinping il suo grande


protettore e nella Cina la potenza di riferimento che sostituirà l’America. La Via della Seta, infrastrutture che dovevano permettere scambi economici più rapidi tra la Russa e la Cina, sarà estesa all’Europa dove ormai Pechino sta investendo una montagna di miliardi di dollari. Negli Stati Uniti, il Paese che per 30 anni ha fornito alla globalizzazione, strutture finanziarie come Wall Street, miliari come l’esercito più potente del mondo, politiche con presidenti come Clinton e Obama fatti eleggere nel ruolo di funzionari dipendenti dell’impero senza territorio della grande finanza, la globalizzazione non sarà più di casa. Come lo fu con le presidenze democratiche liberal e di sinistra.
Nel gennaio 1996 Clinton espone a pochi eletti quali sono le vere finalità della globalizzazione che, come decodifica Giulio Tremonti , costituisce l’inizio di un nuovo tempo storico. Si punta a creare un uomo nuovo e un mondo nuovo. “l’uomo nuovo è il consumatore ideale, l’uomo a taglia unica, a cui vanno cancellate radici e tradizioni, in tutto e per tutto conforme allo schema ideale del consumo e del comportamento politicamente corretto……la globalizzazione non riguardava solo le dinamiche economiche ma anche quelle politiche. E i suoi sacerdoti la celebravano come una religione.” Con la globalizzazione è avvenuto per la prima volta nella storia dell’uomo che il denaro dopo aver sconfitto e asservito il potere politico si è posto l’obiettivo di sostituirlo. Per attuare questa strategia infame si e’ accordato con la Cina, ultima, grande potenza comunista esistente a livello mondiale. Cosi il populismo si troverà ad affrontare una turbofinanza mondialista che ha trovato una nuova potenza disposta a difenderlo e a fornire le strutture necessarie per il suo dominio.
Sarà dura, ma perderanno anche questa volta. E non ci vorrà molto tempo.

Emiddio Novi

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