Flash sull’Italia politica di mezzo secolo fa

scansione0011 Amintore Fanfani (1908-1999) MORO 3 Pietro Nenni (1891-1980)Il 1967 fu, nell’attività del Parlamento italiano, uno di quegli anni che lasciano il segno. In piena estate, dopo tre anni di polemiche, si ebbe il varo della “Programmazione Economica”. Era stata approvata dalla Camera dei Deputati e dal Senato della Repubblica divenendo quindi, in maniera definitiva, legge dello Stato. La “Programmazione” fu una delle riforme fondamentali nate dalla collaborazione fra Cattolici e Socialisti nel Terzo Governo “MORO” (1). Si proponeva di coordinare le iniziative pubbliche e private, inquadrandole in un piano preordinato, in modo da sfruttare razionalmente le risorse economiche del Paese. Non aveva carattere ingiuntivo, come negli Stati autoritari, ma veniva a modificare la tradizionale struttura liberistica italiana con incentivi, attraverso una speciale politica creditizia e mediante le autorizzazioni alle emissioni azionarie e obbligazionarie, tutte cose che influivano sulle scelte degli operatori economici.

Un’altra importantissima legge venne approvata solo a metà, ossia da un ramo del Parlamento: si trattava della “Legge Elettorale Regionale”, che fissava la data delle prime elezioni regionali per l’autunno 1969. Il 31 ottobre, dopo 15 giorni di accanito dibattito e di tenace ostruzionismo da parte delle Destre, la Camera dei Deputati dette il suo “sì” con 443 voti favorevoli e 95 contrari. Per divenire operante la legge doveva essere approvata anche dal Senato. Con l’istituzione delle Regioni, la Lombardia, il Piemonte, il Veneto, l’Emilia-Romagna, la Toscana e così via avrebbero avuto ciascuna un proprio Parlamento, un proprio Governo regionale, la facoltà di legiferare su argomenti e interessi di carattere locale. Nelle cose fondamentali si sarebbe fatto sempre capo a Roma, alla Costituzione della Repubblica, al Governo centrale, alla Camera e al Senato nazionali. Sarebbe avvenuto tuttavia un decentramento – soprattutto amministrativo – che si proponeva di rendere più snella la macchina dello Stato. Forti incognite esistevano sul reale costo delle Regioni. Vi accennò anche, il 20 ottobre, il Presidente del Senato Cesare Merzagora (1898-1991) in un discorso durante la cerimonia a Roma, all’EUR, per la consegna delle onorificenze a 25 nuovi Cavalieri del Lavoro. Merzagora parlò pure di altri problemi italiani non affrontati a suo parere con la necessaria competenza. I Comunisti definirono “inammissibile” il discorso di Merzagora in vista del dibattito sulle Regioni che egli avrebbe dovuto presiedere al Senato. I Socialisti lo qualificarono “una stonatura”. Merzagora, sdegnato per le critiche e rivendicando il diritto alla libertà di opinioni personali, si dimise da Presidente del Senato nel giro di pochi giorni. Venne eletto al suo posto il democratico cristiano Ennio Zelioli Lanzini (1899-1976). Merzagora fu Presidente del Senato per 15 anni.

Il 1967 fu assai importante (purtroppo …….) anche per i primi “sì” al progetto di legge del Deputato socialista Loris Fortuna (1924-1985) sul divorzio. Non era mai accaduto nella storia parlamentare italiana. I “sì” arrivarono in sede di commissione parlamentare. Il cammino per introdurre il divorzio in Italia sarebbe stato lunghissimo, perchè una legge va approvata negli esami preliminari in sede di commissione parlamentare e poi in aula sia alla Camera sia al Senato; la DC di Mariano Rumòr (1915-1990) e il MSI di Arturo Michelini (1909-1969) dettero l’impressione di voler ricorrere ad un sistematico ostruzionismo.Tutti gli altri Partiti si erano però uniti in un fronte favorevole al divorzio. Quel Parlamento, eletto il 28 aprile 1963, sarebbe decaduto con le nuove elezioni politiche effettuate nel maggio 1968.

 

█ (1) ORGANIGRAMMA DEL TERZO GOVERNO “MORO”

  • Capo del Governo (Aldo Moro, 1916-1978) –
  • Vicepresidente del Consiglio dei Ministri (Pietro Nenni, 1891-1980) –
  • Ministro degli Esteri (Amintore Fanfani, 1908-1999) –
  • Ministro dell’Interno (Paolo Emilio Taviani, 1912-2001) –
  • Ministro del Tesoro (Emilio Colombo, 1920-2013) –
  • Ministro delle Finanze (Luigi Preti, 1914-2009) –
  • Ministro del Bilancio (Giovanni Pieraccini, 1918-vivente)
  • Ministro della Giustizia (Oronzo Reale, 1902-1988) –
  • Ministro della Difesa (Roberto Tremelloni, 1900-1987) –
  • Ministro dei Lavori Pubblici (Giacomo Mancini, 1916-2002) –
  • Ministro delle Partecipazioni Statali (Giorgio Bo, 1905-1980) –
  • Ministro delle Poste (Giovanni Spagnolli, 1907-1984) –
  • Ministro del Commercio Estero (Giusto Tolloy, 1907-1987) –
  • Ministro dell’Industria (Giulio Andreotti, 1919-2013) –
  • Ministro del Lavoro (Giacinto Bosco, 1905-1997) –
  • Ministro dell’Agricoltura (Franco Restivo, 1911-1976) –
  • Ministro dei Trasporti (Oscar Luigi Scalfaro, 1918-2012) –
  • Ministro della Sanità (Luigi Mariotti, 1912-2004) –
  • Ministro della Marina Mercantile (Lorenzo Natali, 1922-1989) –
  • Ministro del Turismo (Achille Corona, 1914-1979) –
  • Ministri senza Portafoglio (Attilio Piccioni: 1892-1976, Giulio Pastore: 1902-1969, Leopoldo Rubinacci: 1903-1969, Giovanni Battista Scaglia: 1910-2006)
  • Ministro della Pubblica Istruzione (Luigi Gui, 1914-2010)

 

 

 

Tiberio Occhionero