La prospettiva pauperistica di Grillo

grillo-arrabbiato“La povertà è l’unica speranza per l’Italia”.

Il M5S ha deciso che nel futuro degli italiani ci sarà una decrescita felice. Gambe muscolose per spostarsi a piedi, alimentazione sana come quella praticata dai contadini qualche secolo fa, la parola d’ordine è: tornare indietro. Dire basta al consumismo e alle aspettative crescenti.

La svolta pauperistica di Grillo è stata annunciata dal suo blog il giorno di Natale con la pubblicazione di un articolo del 1974 di Goffredo Parise, uno scrittore borghese disgustato dal benessere che gli operai avevano conquistato con l’autunno caldo.

Parise sosteneva che la povertà è una ideologia politica ed economica. E in questo anticipava Enrico Berlinguer che nel gennaio del 1977 al Teatro Eliseo lanciò la sfortunata parola d’ordine dell’austerità.

Buona parte del programma pauperistico di Goffredo Parise adottato da Grillo il giorno di Natale, è stato già realizzato dalle cosiddette riforme imposte ai popoli dal capitalismo finanziario. Deflazione, riduzione dei consumi, precarietà hanno imposto una decrescita collettiva e per nulla felice.

I ricchi festeggiano i poveri maledicono.

Quando scrivevamo che i Cinquestelle sono il falso populismo mediaticamente sostenuto e assistito che serve a prevenire e neutralizzare il populismo vero, quello che il turbocapitalismo ritiene un suo nemico giurato, sembrava che fossimo prevenuti verso il grillismo.

Bisogna riconoscere che Grillo ha sempre sostenuto che i Cinquestelle erano nati per evitare che gli italiani s’imbarcassero in avventure populiste come quella greca di Alba dorata.

In Italia Cinqueste ha per nemici Salvini e la Meloni.

Ed è disposto persino a inveire contro gli immigrati clandestini, dopo aver votato in loro favore in Parlamento.

E questi sono quelli che vorrebbero governare l’Italia.