I “penitenti” nell’Epifania

Ecco, amici lettori, la mia prima del 2017.
Il tutto si gioca sul termine
penitenti, lastre di ghiaccio appuntite, e persone che
si pentono e scoprono – ecco
l’epifania – l’illusorio piacere che dà amore
nella logica dell’universo.
F.S.

 

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I penitenti

Torridi, pochi gli attimi di piacere goduti;
trionfò il ventre con i suoi appetiti
là nella badia, in cima allo strapiombo
delle Dolomiti con penitenti di ghiaccio.

Lungo nel presente è il corto passato,
labile, tanto forte il ricordo, la memoria.
E già sarebbe qualcosa se dopo ci fosse
qualcosa d’altro che non fosse il Nulla.

Per due piccole creature come noi
la vastità e l’indifferenza dell’universo,
sorgente a fiotti di strazi e di paure, è
sopportabile solo perché abbiam creduto
nella più grande delle menzogne, l’amore.

Su Plutone i penitenti sono dieci volte tanto.
Triste epifania per due illusi umani, amanti.

Filippo Salvatore
Montréal, 6 gennaio 2017

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