Dal solstizio al Natale

lu2Ogni anno con l’avvicinarsi della stagione invernale irrompe nella vita delle società occidentali il periodo natalizio che, al pari di quello pasquale in primavera, modifica la routine quotidiana e scandisce nuovi ritmi. Dunque eccoci in piena frenesia festiva, la ruota dell’anno gira e coinvolge tutti, nessuno escluso, d’altronde è lo stesso ciclo della natura che ci porta a vivere questo periodo in maniera diversa, anche se spesso non ce ne accorgiamo e subiamo passivamente questa corrente che ci trasporta senza riuscire a coglierne il senso, senza cioè riuscire a penetrare e comprendere il significato dei raggi che compongono la ruota dell’anno. D’altronde l’occidente è sempre più spiritualmente inoperoso e sprofondato nella materia che, come affermava Bonaventura da Bagnoregio, è il principio di ogni limitazione.

In questo senso a venire in nostro aiuto è, come sempre accade, la Tradizione, per il filosofo Julius Evola essa è: “la struttura fondamentale di una civiltà di tipo organico, differenziato e gerarchico in cui i domini e tutte le umane attività hanno un orientamento dall’alto e verso l’alto”[1]; ebbene un mito classico tradizionale legato ai Misteri Eleusini e  strettamente connesso all’anno e al ciclo solare è quello di Persefone. Ella è costretta a trascorrere i tre mesi autunnali ed i tre mesi invernali con Ade, suo sposo, sottoterra ed i restanti sei mesi primaverili ed estivi sulla terra con sua madre Demetra. Persefone può dunque essere facilmente identificata con il sole, che dopo il solstizio d’estate comincia a calare e cela sempre di più la sua presenza fino al solstizio d’inverno, il giorno più corto dell’anno, per poi innalzarsi di nuovo. L’uomo antico riusciva quindi ad individuare miti semplici e d’impatto per poi tracciarne una corrispondenza cosmica ed arrivare ad una maggiore conoscenza del mondo e dell’universo, ma come sappiamo l’uomo è nel mondo ma non è del mondo, e se la religiosità classica, che può essere intesa come l’antica tradizione romana, aveva riunito tutti i punti di riferimento della corrispondenza cosmica e tracciato una gerarchia di potenze,  la seconda tradizione che rinasce a Roma col Cristo, come afferma Guido De Giorgio: “oltrepassa la sfera della manifestazione creativa risolvendo la pluralità espressiva nel suo principio la cui realizzazione si compie attraverso l’universalizzazione dell’uomo che nel centro stesso del suo essere, ridivenuto figlio di Dio, per lo spirito di Dio ritrova il Deus vivens, la vita sua divina.”[2]  Ecco dunque il Natale!  Il sole nascente, il sol invictus è diventato, come doveva diventare, la prefigurazione del Cristo Bambino. Non c’è nessuna dicotomia tra le due tradizioni, entrambe infatti sfociano armonicamente nella medesima verità e si integrano nella compiutezza del ciclo tradizionale. A ben vedere anche il momento storico in cui s’incarna il Logos, proprio come il periodo dell’anno in cui si festeggia la natività,  è per l’umanità un periodo oscuro e privo di una profonda luce spirituale, gli stessi greci erano arrivati a dire con Omero meglio mendico sulla terra che re nel regno delle ombre, ossia nell’aldilà. Questo perché ogni concetto ultraterreno e metafisico andava impallidendosi, finendo per far amare agli uomini finanche lo stesso elemento tellurico, basti pensare poi al materialismo egiziano e al processo di mummificazione dove la massima ambizione consisteva in sostanza ad una eternizzazione del cadavere, infine nella stessa Roma si poteva assistere a culti orgiastici e cupi riti che troppo spesso cadevano nel grottesco. Dunque il principio della vittoria della luce sulle oscurità tenebrose  si incarna non a caso in un dato luogo ed in un dato tempo, e come recita il motto ex oriente lux, esso nasce nella periferia orientale dell’Impero romano proprio come il sole ad est dell’Urbe per poi irradiare per mezzo di Roma stessa tutto il mondo. Questo principio è lo stesso logos a cui ogni uomo deve tendere e che è chiamato a far nascere dentro di sé in una sorta di natività spirituale interiore.

Guido Santulli