Quando un TIR spazza il Natale. Riceviamo e pubblichiamo

strage-berlinoSarebbe dovuta essere una sera come tante, a Berlino. Il freddo pungente non ha impedito a famiglie e ragazzi di affollare il mercatino di Natale nel centro della capitale teutonica. Tra le casette di legno c’erano persone che acquistavano, che curiosavano, che erano felici per l’imminente arrivo delle festività. Quella sera due folli si aggiravano in città, a bordo di un mezzo pesante. L’autocarro era partito da Torino con l’obbiettivo di falciare più anime possibili.

Non era difficile scorgere nell’emporio, giovani famiglie, coppie di anziani e gruppi di amici, ignari di ciò che stava per accadere. Il TIR prendeva velocità, come un toro che punta il torero, dirigendosi verso la folla. La spensieratezza e le risa avrebbero, di lì a poco, fatto posto alle urla e alla disperazione.Dopo aver invaso il marciapiede, il camion travolgeva persone e stand, senza un’accenno di frenata, senza pietà. Una carneficina avvenuta a pochi passi della Chiesa del Ricordo, deturpata dai bombardamenti durante la seconda guerra mondiale e lasciata volutamente sfregiata, per rappresentare la quiete faticosamente raggiunta dopo la tempesta del conflitto.

In pochi secondi l’ennesimo attacco al cuore dell’Europa, un eccidio che ricorda molto, forse troppo, quello del 14 luglio di quest’estate a Nizza. I soccorsi sono arrivati dopo pochi minuti, cercando di assistere le vittime dell’attacco. I numeri della strage sono pesanti, 12 morti e 48 feriti, un bilancio destinato purtroppo ad aumentare. Il conducente del TIR è riuscito a scappare, mentre il complice ha perso la vita nell’impatto.

In Germania saranno le feste in cui si rifletterà sulla vita, sulla morte, sulla paura e sull’angoscia, tutti sentimenti che non hanno nulla a che fare con il Natale. Le luminarie che attraversavano le casette di legno del mercatino sono scomparse, sostituite da fiori e lumini rossi, per ricordare le innocenti vittime dell’ennesima strage della follia Jihadista.

Marco Pomponio