Vasto. Tagliente, i lunari e la difesa della vastesità

03Si è svolta domenica, presso Palazzo D’Avalos, la presentazione de “Lu lunarie de lu Uaste”. L’almanacco, giunto alla sua diciassettesima edizione, è stato presentato da Giuseppe Tagliente, Fernando D’Annunzio e Paolo Calvano, i suoi autori. La serata ha visto inoltre la partecipazione di Rodolfo D’Orazio, che con i suoi intermezzi musicali ha impreziosito l’evento. Dopo il discorso introduttivo della moderatrice, Paola Calvano, ha preso la parola Peppino Tagliente. Quello che, a buon diritto, può essere definito il padre del Lunario, ha sottolineato che l’opera, arrivata alla edizione 2017, dovrà “andare avanti fino all’edizione del 2043”. Tagliente ha anche chiarito che il prodotto editoriale nasce dall’esigenza di “riaffermare un’istanza di carattere comunitario, identitario”. Quello che si presenta come un Almanacco su Vasto, sui vastesi e per i vastesi nasce quindi da una necessità di preservare e diffondere la storia, la cultura e le tradizioni della nostra città. Vuole quindi essere uno strumento finalizzato alla difesa e alla salvaguardia di un patrimonio storico di costume e di arte e alla trasmissione di “quanto di più buono una città può avere” alle nuove generazioni. Secondo l’oratore, in altri termini, e la cosa è molto attuale nei tempi di globalizzazione – anche culturale – in cui viviamo e che vedono la nostra città cambiare fisionomia, sul piano etnico e culturale, anche a causa dell’aumento demografico degli ultimi anni dovuto in buona parte all’immigrazione, la vera sfida per Vasto e i vastesi consiste proprio nella difesa della propria identità, una identità che non si chiude in se stessa, rifiutando l’incontro con il diverso, ma che è in grado di confrontarsi con le peculiarità altrui così da raggiungere con queste una sintesi. “Dobbiamo salvare la nostra identità senza negare quella dei nuovi vastesi”, ha sottolineato Tagliente. Una identità, quella vastese, che si è manifestata, specie nel passato, nell’uso del dialetto. Secondo Fernando D’Annunzio, coautore del “Lunarie” e cultore della materia, il dialetto vastese, che rischia seriamente di scomparire, andrebbe valorizzato e tutelato. Lo stesso D’Annunzio, che ha raccontato alcuni aneddoti tratti dal Lunario al pubblico che gremiva la sala della presentazione, e non ha mancato di esprimersi – per l’appunto – in dialetto vastese, ha espresso l’auspicio di “riscoprire la vastesità attraverso ciò che di bello e interessante è a Vasto”. Secondo i suoi autori, l’opera, che racconta di aneddoti, episodi, personaggi illustri e tradizioni legati alla nostra città e alla sua storia, “non è una fotografia di ciò che Vasto è stata ma anche di ciò che vorrebbe essere”.

Marco Sfarra

Vastinforma

Vastinforma, il blog di Vasto, del Vastese e… non solo!