Come gli struzzi

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Questa nostra piccola Italia è fatta anche di piccole porcherie che possono però diventare grandi e, quanto meno, rappresentano un allarme. Lo scorso 8 dicembre, solo sul  Corriere di Como è apparsa la notizia secondo cui la Svizzera ha rimandato in Italia ben 15.000 migranti. Naturalmente la notizia è scivolata sia nelle prime che nelle ultime pagine dei media: dove sono ora questi migranti? Poco o nulla si sa di costoro a parte quelli che bivaccano, al freddo, nei giardini della stazione: e poco si sa anche  della situazione della Polizia di Frontiera: secondo la denuncia di Ernesto Molteni, segretario provinciale del SAP, “dall’inizio dell’anno ad oggi gli agenti di frontiera, che già sono pochi, hanno dovuto far fronte a ben 15.000 migranti respinti dalla polizia elvetica”. Una assemblea, cui ha partecipato anche il segretario generale del SAP, denuncia una netta diminuzione del numero di addetti nell’intera provincia di Como, dovuta a dimissioni, trasferimenti e pensionamenti che sono stati “compensati” da un solo poliziotto aggiunto: in totale la provincia di Como lamenta, a detta di Ernesto Molteni, una carenza di organico di ben 22  unità.

A questa notizia, che riguarda solo l’Italia,dobbiamo aggiungerne un’altra che ci viene dalla Slovacchia: il Parlamento slovacco approva con una maggioranza dei due terzi una legge che di fatto vieta l’islam e le sue organizzazioni. La legge è stata voluta dallo Slovak National Party e prevede che una religione, per essere riconosciuta e quindi godere di sussidi pubblici e gestire scuole religiose, debba avere almeno 50.000 membri. Non solo, perché il leader del partito, Andrej Danko, chiede anche che venga vietato l’uso del burka in pubblico. Una legge anti islam? Certo ma anche una legge che vuole tutelare l’identità nazionale che è fatta di mille cose, molte delle quali in aperto contrasto con i dettami dell’islam.

Elio Bitritto