Sulla “Flaming June” a Vasto di Filippo Stivaletta

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Nel prendere nota che, con un inciso tratto da recensione per una precedente mostra dell’artista, in un post del blog Noi Vastesi viene citato il mio pensiero sull’arte dell’autodidatta quanto efficace pittore vastese Filippo Stivaletta, in merito al suo più recente e originale quadro, titolato “Il ritorno dopo il lungo viaggio”, per un’annotazione specifica – ambientale e culturale, più che prettamente di analisi critica – su tale opera, qui riporto quanto già da me annotato sui social.

L’amore di Filippo Stivaletta per l’arte di pittura e per la poetica (idea e visione del reale, e dell’essere umano in particolare) dei Preraffaeliti inglesi, con questo suo stupendo e fantasioso quadro, fa un memorabile dono, civico e culturale, alla nostra stessa città; nel nome della creazione artistica in generale, e specificatamente dei Rossetti.

Il “ritorno” a Vasto” di una seducente “creatura” – la Flaming June – ideata e raffigurata da Frederic Leighton nell’ambito della Scuola pittorica di Dante Gabriel Rossetti, non è da dirsi una semplice trovata ma espressione mirabile di un genuino sentimento del tempo umano e comunitario.

L’iniziativa mediatica di “Exagogica” che con felice intuizione ha commissionato l’opera realizzata con efficacia cromatica da F. Stivaletta, comprova, qualora ce ne sia bisogno, che le “identità”, un ben compreso “localismo” e le “appartenenze” si coniugano perfettamente con una visione più ampia e più profonda della cultura e della storia.

Giuseppe F. Pollutri


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Il quadro in questione verrà esposto, unitamente ad altre opere (copie d’autore e dipinti personali), dal 2 al 12 dicembre, alla Sala Mattioli di Vasto.