Vasto – Anche a Vasto le ragioni del NO

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Solo due aspetti, oggi, sul referendum del 4 dicembre: due aspetti che sono la risposta ai presunti risparmi che deriverebbero dalla parziale soppressione del senato per il quale è del tutto evidente che i costi non potranno che diminuire di pochissimo stante la necessità di conservare il palazzo e le sue pertinenze e, soprattutto, continuare a pagare il personale.  Intanto da più parti è giunta l’osservazione che a fronte dei 630 onorevoli + 100 senatori per un totale di 730 stipendi, sarebbe stato più facile pensare a ridurre della metà esatta i parlamentari quindi 915:2 = 475,5 in pratica 480, cioè ben 250 stipendi in meno della proposta referendaria. Era possibile? Certamente ed avrebbe anche ridotto i tempi di intervento almeno in relazione al numero di iscritti a parlare. Ma spese ben maggiori sarebbero state ridotte pensando all’articolo 81 ed alla abolizione, ormai anacronistica, delle regioni a statuto speciale. Nell’art. 81 si prevede il famoso “Pareggio di Bilancio” che comporterà una spesa di 50 miliardi di euro l’anno per 20 anni (altro che il miliardo di euro millantato da Renzi). Per quanto attiene alle regioni a regime speciale queste ci costano qualcosa come 14 miliardi l’anno che, sommati ai 50 miliardi l’anno per 20 anni fanno 1.280 miliardi risparmiati in 20 anni! Si può dire che questo risparmio dovrebbe, questo sì, essere disposto per legge?

Ma c’è un articolo della Nuova Costituzione di cui si parla poco, il 117: questo articolo prevede la ratifica le decisioni dell’UE, vale a dire la totale sottomissione alle decisioni di Bruxelles, vale a dire la perdita della sovranità! Questo articolo, al di là di tutte le altre considerazioni, opinabili confutabili e discutibili, dovrebbe tagliare la testa al toro dell’indeciso: e d’altra parte, pur in assenza di questo articolo, l’Italia ha ceduto le sue zone più pescose nel Tirreno ai francesi: ora sarà ancora peggio! Concludo con la constatazione che le sinistre ed i centro-sinistra non si smentiscono mai: nei confronti degli avversari l’insulto, la menzogna ed il terrorismo verbale sono sistematici in Italia come all’estero (vedi Trump e tutti coloro eletti dai rispettivi popoli ma di non gradimento). Se alla parola “accozzaglia” pronunciata da Renzi si contrappone la parola “porci” da chi ha tollerato per anni i “vaffa …” di Grillo, non si deve meravigliare e nemmeno scandalizzare soprattutto se questa era una risposta volgare ad una affermazione se non volgare certo discriminatoria.

Elio Bitritto

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