Renzi: uno che di “accozzaglia” se n’intende

Matteo Renzi è uno che di “accozzaglie” e di “inciuci”, politici e non solo, se n’intende e se ne serve strumentalmente e con una sfacciataggine tutta sua, per fini personali e meri scopi di parte.

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Scontrandosi sul referendum costituzionale in ballo con il Fiom-CGIL Maurizio Landini, ha  mostrato di avere persino nel dire uno schema mentale ‘tipo’ accozzaglia. Afferma “Se ho offeso qualcuno mi scuso: ma io intendevo fare un complimento” (!). Per poi ripetere, subito appresso: “posso chiamarla coesione, ma preferisco chiamarla accozzaglia”.

Per restare alle argomentazioni usate da Matteo Renzi nel “faccia a faccia” con il sindacalista, appare sin troppo facile rispondere che voler far passare quelli che non la pensano come lui sulla vigente Costituzione repubblicana, e che, dunque, ritengono di manifestare il proprio No al quesito referendario del prossimo 4 dicembre, è falso, ma soprattutto un piccolo e futile espediente dialettico per  gettare discredito nei confronti dei suoi oppositori. Questi, infatti, con tutta evidenza, nel decidere per il “no”, non hanno alcuna idea o intenzione – come lui capziosamente afferma – di formare una nuova …”coalizione coesa tesa a dare un governo al Paese”. E dunque, quel voler squalificare gli oppositori con il termine di “accozzaglia” è smaccatamente pretestuoso e non pertinente a ciò che è in discussione, non diversamente da tutti gli altri argomenti messi in campo e propagandati per il convincere gli italiani a votare con un semplicistico Sì.

renzi-con-napolitanoPer usare noti e appropriati detti e aforismi, di fronte all’accusa di “accozzaglia” per le componenti politiche che si sono espresse per il No,  citerei in risposta il “Senti chi parla!”, considerando che da 1000 giorni in qua, soltanto perché eletto segretario del proprio partito, ha imposto il suo verbo e relative presunzioni al Parlamento e al Paese Italia, utilizzando la nota accozzaglia politico-parlamentare, vergognosa in termini democratico-elettivi,  di destra, di centro e di sinistra. Un tutti insieme strumentale. Come dire che: “Il bue dice cornuto all’asino!”.

renzi-con-andreottiMa c’è di più. Sempre a proposito di “accozzaglia”, di uomini e partiti, di valori e ideali. Il nostro Matteo Renzi da Rignano sull’Arno nasce politicamente democristiano, cooptato da tale nomenclatura di potere e di partito, giovane imberbe e senza particolari meriti fa carriera nelle Istituzioni, e per dare la scalata al governo della Nazione si serve, prima in minoranza e poi in maggioranza, di un partito che a dirlo “coacervo” (anziché vilmente accozzaglia) di ex democristiani e di ex comunisti, passando per gli ex socialisti, o ex repubblicani, di qualche ex liberale in aggiunta, unitamente – sia pure ora sì e talvolta no – a ex democristiani centristi, è lapalissiano come non mai. Insomma il segretario-padrone del pd, parlando di accozzaglie coese, ovvero volte a mettere le mani e talora i piedi sul governo della Nazione, è nel suo brodo di cultura e di coltura.

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Dopo che avremo affrontato, e risolto per il meglio con la vittoria civile del No, questo passaggio e inciampo istituzionale e nazionale, sempre ricorrendo ai proverbi, nel caso dal tenore ‘evangelico’, si potrà affermare esemplarmente nel tempo:
“Chi con accusa di … accozzaglia ferisce e offende, per azione della stessa soccombe e perisce”!

GFP

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