Vasto – Per il NO

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Ci si avvicina al referendum del 4 dicembre e la contrapposizione tra No e SI sembra accendersi a livello nazionale ma sembra poco sentita a livello locale. Domani la FOPA proporrà un dibattito sull’argomento chiedendo alla senatrice Federica Chiavaroli, sottosegretario alla Giustizia di illustrare le ragioni del SI ed all’onorevole Fabrizio di Stefano quelle del NO. Ma, a prescindere da quello che i due parlamentari potranno rappresentare, bisogna farsi un esame di coscienza e bisogna essere fondamentalmente onesti intellettualmente e votare No! Un NO deciso, frutto di un’analisi che non risponda a logiche di partito come d’altra parte appare evidente se è vero, come è vero, che di “mal di pancia”  all’interno di ciascun partito ce ne sono diversi. Il vero pericolo, a mio parere, è rappresentato dal fatto che la vittoria del SI darebbe nuovo vigore ad un governo approssimativo, alla ricerca di nuove “risorse” (eufemismo per indicare quelle che brutalmente vengono definite TASSE) come quella sui cani non sterilizzati o quella sui funerali. D’altra parte la vittoria del NO sarebbe la logica risposta ad una riforma che peggiora una Costituzione che è obbiettivamente “anziana” nel senso che delle modifiche sono necessarie, ma in realtà pone il governo in posizione prevaricante nei confronti del Parlamento che rappresenta la “voce” del popolo e che dovrebbe fare le leggi. Il problema nel caso della vittoria del No nasce dalla richiesta dei grillini di andare subito al voto, il che in democrazia non è peccato! Ma con quale sistema si andrebbe a votare? Con quello stesso che consente un premio di maggioranza abnorme e che la Corte Costituzionale ha condannato? Non vorrei che dietro la richiesta di nuove votazioni si nasconda una pure e semplice “sostituzione” di partito, sempre in posizione egemone!  Il senato di fatto non viene abolito, né vengono aboliti quegli odiosi privilegi di cui i parlamentari godono, né viene sostanzialmente ridotta la spesa del senato se non di una cinquantina di milioni di euro: basti pensare al fatto che l’aereo presidenziale costa qualcosa come 76.000 euro al giorno per un costo di oltre 27 milioni annui: se la volontà vera fosse stata quella del risparmio,  sarebbe bastato ridurre il numero di TUTTI  i parlamentari della metà (da 945 a 472 ed il risparmio sarebbe stato certamente maggiore. Ma c’è un’altra anomalia che salta all’occhio mi riferisco alle regioni a statuto speciale: posso capire che, appena dopo la guerra potesse essere necessaria una certa autonomia rispetto al governo centrale ma oggi le cose sono decisamente diverse e purtroppo si vede che quelle regioni, con in testa la Sicilia, di fatto sprecano risorse e spendendo più del necessario tanto il governo centrale provvederà a ripianare: e tutto ciò per garantirsi il voto di quelle regioni. E poi accusano di populismo i vari Grillo, Salvini e Meloni! Concludo con la “madre” di tutti gli inganni in questo referendum: il quesito posto dal referendum è ingannevole! Chi è che non vuole che la Costituzione cambi e, soprattutto, chi non vuole che la macchina statale spenda meno?

Elio Bitritto