Cosa resta di Benedetto Croce?

Cosa resta di Benedetto Croce (Pescasseroli, Abruzzi 25 febbraio 1866 – Napoli, 20 novembre 1952, filosofo, storico, politico, critico letterario e scrittore italiano) dopo150 anni dalla sua nascita?

Cosa resta di Croce? I tre grandi autori che lo hanno influenzato sono stati Giambattista Vico, da cui ha appreso il valore dell’agire umano nella storia ( lo storicismo); Niccolo’ Machiavelli che gli ha fatto capire che laicità e realtà effettuale sono componenti essenziali dell’agire umano e F. Hegel che Croce capovolge calando il suo ‘ ‘ideale nel reale’ .Una visione laica, razionale ed etica della vita umana quindi quella di Benedetto Croce. Questa triade gli ha permesso di capire sia i limiti del marxismo che del nichilismo irrazionale. Nella realtà post-moderna e globalizzata dell’inizio del terzo millennio Benedetto Croce puo’ essere ancora un importante punto di riferimento come difensore dellla razionalità umana e della storia concepita come perseguimento di valori etici in cui credere. L’uomo resta uomo per Croce solo se sa difendere la propria libertà contro tutte le forze che vogliono annichilirlo o ridurlo a semplice funzione. È la centralità del libero pensiero dell’individuo che agisce coscientemente, concretamente ed eticamente nella storia il lascito di Croce valido ancora oggi e dal quale occorrerebbe ripartire per dare un senso alla vita nel mondo frammentario in cui esistiamo. Per me è questo quello che resta di valido di Benedetto Croce.