Quirinale e Santa Sede

Bergoglio e Mattarella

Sono veramente imbarazzato nel leggere ed ascoltare ogni giorno i proclami di due personaggi che rappresentano più di chiunque altro l’ipocrisia istituzionale: mi riferisco alle continue sollecitazioni di Sergio Mattarella e Jorge Bergoglio  alla accoglienza all’abbattimento delle barriere e dei muri cui contrapporre i ponti della solidarietà e dell’accoglienza. Sono imbarazzato ma soprattutto sono indignato per questa apparente bontà d’animo che in realtà nasconde il più retrivo cinismo nei confronti della Verità e degli italiani. Questo governo, in piena concordanza di idee con il Papa, sta esasperando gli italiani, la gente comune, quella che campa, quando gli va bene, con 1000 euro al mese. Ma non è per partito preso che sono contro l’accoglienza perché, a prescindere dai pericoli più o meno reali di infiltrazioni terroristiche e dai pericoli ben più concreti di tipo igienico, non può essere accettato che una nazione con un debito pubblico di questa portata (tra l’altro in costante aumento da Monti in poi), debba poter assistere dignitosamente questa massa di disperati. Ogni giorno veniamo a conoscenza di situazioni di estremo degrado e miseria in cui vivono gli italiani cui sono  contrapposte situazioni di dolce far niente e di pretese di tutti i tipi (cibo, internet, soldi, alloggi, località, ecc.). Dar da mangiare agli affamati e da bere agli assetati non può valere solo per gli immigrati che tra l’altro sputano su una ospitalità che sembra ormai “dovuta” manco l’avesse ordinata il Padre Eterno in persona. Oggi Papa Sergio ha di fatto steso un  red carpet ad altri immigrati (ormai sono solo immigrati perché non sbarcano di soppiatto ma li andiamo a prendere noi stessi sulle coste libiche con l’aiuto dei nostri compagni di “….solidarietà” europei): per parte sua il Presidente Jorge Bergoglio (per gli amici Francesco), non perde occasione per inneggiare all’Islam come religione di pace ed a scusarsi perché i cattolici (si, proprio i cattolici) vanno a prostitute. Non so se il termine “prostituzione” debba applicarsi a chi fa di questo mestiere la propria professione o a chi consente che gli italiani continuino ad essere ignorati nei loro diritti fondamentali.

Elio Bitritto

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: