Per il fratino o per il turismo balneare?

Rena d’estate

Un fratino in maggio_alla MarinaQuesta zona è da ritenersi una nuova Riserva ambientale, o resta sempre di fruizione turistica?

Sino ad ieri, sono stati in molti a chiederselo, percorrendo quel tratto del Lungomare Duca degli Abruzzi antistante l’area sabbiosa in cui, nel tempo di aprile-maggio, ancora quest’anno hanno nidificato (“con successo”, ci riferiscono) alcuni esemplari del Fratino”.

Ora, finalmente, per la nota abitudine degli enti pubblici a definire e mettere in atto quel che si vuole o che va fatto, l’area di cui ci occupiamo ha avuto una sua qual sistemazione. Dopo il tempo della nidificazione, della cova e della crescita dei “pulli” – sopravvissuti alle cornacchie, nonché alla stupidità e cattiveria dei vandali, grazie alla meritevole sorveglianza di alcuni volontari ambientalisti (Stefano e Michele in particolare) – tale spazio è rimasto nel mese di luglio una sorta di “terra di nessuno”. Una manutenzione del luogo, in linea e coerenza ad una scelta a sua tempo effettuata di destinare tale luogo al turismo balneare e ad altre possibili attività connesse, è sembrata impossibile o di scarso interesse per gli amministratori vecchi e presuntivamente nuovi del Comune di Vasto.

Fratino in maggio_Marina di Vasto 2015 Fratino in maggio-b_Marina di Vasto 2015Comunque, anche in questo caso, “cosa fatta capo ha”, sempre che l’aspetto e l’assetto che oggi vediamo di tale luogo sia quello definitivo o quello più appropriato. Su questo sito, già lo scorso anno, nel documentare la persistente frequentazione dell’area in questione da parte del piccolo volatile in questione, annotavamo che fosse necessario e utile, di fronte alle diverse se non opposte esigenze naturalistiche e turistiche, riservare una parte di tale ampio tratto di spiaggia alle necessità riproduttive e vitali di tale avicolo. Ma occorre – precisavamo e ancora oggi qui ripetiamo – che ciò avvenga con chiara volontà attuativa, sempre se possibile in rapporto con le altre coesistenti esigenze e in un accordo con i diversi e non secondari operatori turistici del luogo, e conseguentemente a mezzo di una delimitazione ben definita, con una recinzione funzionale e adeguata anche in termini visivi. Unitamente, un posizionamento a margine di idonee e ben leggibili tabelle che ragguaglino sulla funzione ambientale-faunistico di tale “riserva”,  che diano, non meno, precise informazioni su tale  uccellino della costa.
Resta inevitabilmente da chiedersi se chi amministra, chi si è candidato a svolgere tale funzione pubblica, ricevendone il mandato, vorrà realizzarlo realmente e nella maniera giusta.

Sapranno i politici comunali, in collaborazione con gli operatori turistici e gli ambientalisti, dare alla questione, che è o può essere di sviluppo e,  insieme, di utilizzazione ambientale del territorio sostenibile, di convivenza eco-antropica delle “creature” di Dio (uomini e uccelli), una dignitosa e ben definita soluzione?

Pino Pollutri

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