Ottorino, “araldo” di onestà ed altruismo. Ricordo-flash del padre di un grande letterato bassomolisano

URURI - Rùri si ish nje her ....... Luigi IncoronatoOttorino Incoronato (1889-1947): [Otorìnì Pleshëtit] /

Cittadino onesto, gioviale, laborioso. Appena ventitreenne, lascia la sua adorata Ururi (dove ha avuto i natali l’undici luglio 1889) per emigrare in Canadà stabilendosi a Montreal. La grande Comunità Italiana, presente nella ricca metropoli nordamericana, avrà ben presto modo di rilevare, in lui, una cristallina intelligenza intrisa di inventiva, biblica pazienza e tanto altruismo! E Ottorino come ringrazia? Con la fondazione e direzione di uno straordinario periodico: L’Araldo del Canadà, giornale delle innumerevoli epiche battaglie finalizzate all’inserimento nel mondo del lavoro di migliaia e migliaia di Italiani unitamente al riconoscimento dei loro relativi diritti. Di granitica fede fascista, decide di rientrare in Italia nel 1930 con moglie (piemontese) e figli (Rossella e Luigi). Quest’ultimo (classe 1920), precocissimo e geniale letterato, pubblicherà il suo primo libro di poesie “Alzando le vele” nel 1939. Quest’opera straordinaria consacrerà, quasi subito, il giovanissimo Gino (1) come il “Leopardi arbëresh”! Struggenti ed emblematici, ad esempio, i componimenti “A mio padre” e “A mia sorella. Saltando di palo in frasca, come si suol dire, desideriamo tranquillizzare ora qualche lettore che dovesse rimanere perplesso circa la menzionata “fede granitica” di Ottorino. È tutto documentato. Il Nostro, nel gennaio 1929, così scrive (da Montreal) ad un suo carissimo amico di Ururi, in chiusura di una lunga missiva: «È doveroso, inoltre, stigmatizzare le giovani teorie fasciste, destinate a risanare il Popolo Italiano dalla gretta mentalità di altri tempi e a dare a tutti quella superiore concezione della vita, alla quale mira l’alta mente del Duce!».

 

ANNOTAZIONE /

(1) Arrivato decenne, in Italia, frequenta le Scuole Medie Inferiori ed il Liceo Classico a Palermo. Il cursus universitario triennale, invece, lo “percorre” con prestigio alla Facoltà di Lettere e Filosofia di Pisa, laureandosi poi a Napoli (appena ventunenne!) discutendo la tesi sulle “Operette Morali” di Giacomo Leopardi avendo, come relatore, l’illustre e severo prof. Toffanin. Partecipa alla Seconda Guerra Mondiale distinguendosi valorosamente nello scacchiere bellico della Grecia. Reduce dall’immane conflitto con i gradi di Tenente di Fanteria ed una medaglia di bronzo, rientra ad Ururi dove rimane dalla fine del 1943 agli albori del 1952. Sono gli anni che vedono un Incoronato (già consacrato poeta grazie alla superba raccolta di versi “Alzando le vele”) dedito anima e corpo a “forgiare” dei memorabili racconti che, in seguito, daranno vita al romanzo “Morunni. Nell’ottobre 1985, a diciotto anni dalla sua drammatica e prematura scomparsa (a Napoli il 27 marzo 1967), gli ururesi lo ricorderanno in un memorabile convegno voluto e  “presieduto” dal Primo Cittadino Luigi Plescia.

Tiberio Occhionero