Il funerale dell’armatore Achille Lauro

Achille-Lauro1Achille Lauro per chi non lo ha conosciuto, è stato un ricco armatore, padrone di una flotta di navi mercantili e da crociera che navigavano in tutti i mari del mondo nonché Sindaco di Napoli, politico e presidente della squadra del Napoli. Originario della Penisola Sorrentina è morto a Napoli il 15 Novembre 1982 all’età di 95 anni. Si diceva che possedesse circa 99 navi più una tutta d’oro che era nella sua casa di Napoli a Via Crispi, questo perché non avrebbe potuto possederne oltre le cento e che, secondo un’antica legge, ne avrebbe dovuto consegnarne 25 allo Stato. Non so se questo fosse vero! In questo scritto mi limiterò a raccontare un episodio legato al suo funerale di cui ero presente e testimone oculare dei fatti avvenuti. Era 17 novembre 1982 una tiepida giornata d’autunno, nella piccola CHIESA S. FERDINANDO DI PALAZZO a Piazza Trieste e Trento, luogo dove spesso venivano celebrate cerimonie religiose di artisti e personalità del jet set napoletano. Giunse il feretro del comandante Achille Lauro accompagnato dai suoi familiari. La piccola Chiesa andava lentamente riempiendosi per cui la gente comune come me fu costretta a rimanere fuori. La Piazza vicinissima al Caffè Gambrinus si andava affollando e, notai, che non erano presenti le forze dell’ordine a presidiare l’evento. Di lì a poco giunsero in Chiesa due corone di fiori accompagnati dai gonfaloni e picchetto d’onore delle città di Piano di Sorrento e Vico Equense. La folla andava sempre più aumentando e la Piazza senza l’ausilio delle forze dell’ordine si intasa di traffico e di persone. Nel frattempo arrivarono il sindaco di Napoli di allora   senatore Maurizio Valente accompagnato da due vigili urbani di Napoli che reggevano una corona di fiori appassiti. La piazza si intasava sempre di più e giunsero infine polizia e carabinieri a dare una mano per controllare. Nel frattempo arrivarono dal vicino quartiere dei Spagnoli una fiumana di gente che riempirono letteralmente le zone limitrofe alla piazza facendo pressione per assistere alla funzione funebre. Non potendo fare altro, incominciarono a invocare in coro il nome di Achille Lauro. Arrivarono infine altri blindati di polizia e carabinieri che vista la situazione provvidero a deviare il traffico. Quello che doveva probabilmente essere un funerale in sordina, si trasformò improvvisamente in una manifestazione popolare. Il rito funebre infine ebbe termine ed il feretro uscì dalla chiesa accompagnato anche dal Sindaco Maurizio Valente. Il popolo intanto rumoreggiava invocando Achille Lauro e alla vista del Sindaco in carica si fecero avanti alcune popolane delle adiacenti Via Toledo che sputarono letteralmente in faccia a Valente aggiungendo che quello morto sì che era stato un sindaco mentre lui non valeva niente. Assistere a quella scena non fu affatto piacevole; che pena vedere un sindaco asciugarsi lo sputo in silenzio ed avviarsi ad andare via scortato dai vigili. Intanto il traffico si paralizzò completamente bloccando anche la vicina piazza del Plebiscito, Via S. Carlo e Piazza Municipio. Un numero imprecisato di uomini e donne presero in consegna il feretro osteggiato dalla famiglia Lauro e pretesero che Lauro essendo stato Sindaco di Napoli, quindi, un uomo pubblico, andava reso onore con sosta davanti a Palazzo S. Giacomo e relativa esposizione della bandiera a mezz’asta così come vuole la tradizione; e così fu. Solo che giunti al palazzo Municipale la bandiera era sì a mezz’asta ma per il leader sovietico Breznev morto il 10 novembre 1982. Vi furono vigorose proteste e un tentativo di invasione del palazzo che fu prontamente sbarrato e presidiato. Per fortuna intervenne il senatore del MSI Michele Florino a calmare le acque, il quale, avvalendosi della sua autorità, entrò nel Palazzo Municipale e prese dai magazzini la bandiera italiana togliendo quella esposta per il leader sovietico. A quel punto il popolo ritenendo di avere avuto parziale giustizia, riconsegnò il corteo funebre alla famiglia Lauro non prima però di avere strappato dalle mani della polizia municipale di Napoli la corona di fiori appassiti, calpestandola. Il feretro si allontanò come volevano i suoi familiari che intendevano passare per la sede della Flotta Lauro di Via Marittima. Di quello che accadde quel giorno nessun giornale ne televisione ne parlò, eppure Lauro era stato Sindaco per ben 2 volte. Evidentemente fu volutamente ignorato dai mass-media perché il popolo lo amava ancora malgrado le tante bugie raccontate sul suo conto.

Mario Mauro