Il cristianesmo e l’islam

dichiarazione universale diritto dell'uomo

L’islam è compatibile con il cristianesimo? La domanda è lecita: i valori caratteristici del cristianesimo sono in troppe parti più che distanti, antitetici, rispetto a quelli dell’islam. Se vogliamo tralasciare l’aspetto religioso e basarci su quello “civile” basterebbe porre mente locale al diverso approccio sulla Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo da cui gli islamici si discostano al punto da averne preparata una che ribadisce la loro diversità, “Dichiarazione Islamica dei diritti umani”. Ed è proprio questa che chiarisce il concetto di “integrazione” che, parlando dell’Italia, non è certamente sempre corretta: in realtà però non è totalmente vero che l’estremismo islamico sia legato ad una mancata politica di integrazione o a stati di povertà o a discriminazione religiosa o razziale: il fatto è che gli islamici non accettano alcuni concetti fondamentali del nostro essere occidentali soprattutto in relazione agli articoli che parlano di libertà individuali e di parità di diritti tra generi e, soprattutto, nel differente approccio al concetto di “Legge”.

In pratica la Dichiarazione cui gli occidentali fanno riferimento si basa su un concetto laico del Diritto, mentre nella Dichiarazione islamica il concetto di fondo è rappresentato dalla legge islamica, in pratica prevale il concetto religioso. I concetti sono “conciliabili? Evidentemente no, soprattutto perché i musulmani sanciscono la supremazia della legge islamica rispetto alle leggi nazionali; e la spiegazione è evidente: alla base della vita singola o sociale dei musulmani esiste il Corano che, in quanto promanato direttamente da Allah, quindi per sua natura divino, prevede tutto ciò che un buon musulmano può o non può fare: concetto che a noi occidentali appare assurdo. Restando in  tema di giustizia, “ogni individuo ha diritto di essere giudicato in conformità alla legge islamica e non può essere invocata altra legge; non contenti “nessuno ha il diritto di costringere un musulmano ad obbedire ad una legge non prevista o in contrasto con la legge islamica”. Come se non bastasse, per i musulmani il diritto ad un giusto processo, parte dal presupposto che “l’innocenza è condizione originaria”: questa presunzione di innocenza corrisponde allo “status quo ante” e rimane tale finché non sia stato riconosciuto colpevole da un tribunale che, ovviamente, giudichi secondo il Corano. Inoltre nessuna accusa potrà essergli rivolta se il reato non è previsto dalla legge islamica! E, come se non bastasse, “la pena non potrà essere superiore a quanto previsto da Allah”. Altri elementi che devono essere evidenziati riguardano la libertà di pensiero che in occidente è garantita e libera per tutti e comprende anche la possibilità di cambiare religione; mentre nella Dichiarazione islamica, a proposito della libertà di pensiero, fede e parola  troviamo che “Ogni persona ha il diritto di pensare e di credere, e di esprimere quello che pensa e crede, senza intromissione alcuna da parte di chicchessia, fino a che rimane nel quadro dei limiti generali che la Legge islamica prevede a questo propositoNessuno infatti ha il diritto di propagandare la menzogna o di diffondere ciò che potrebbe incoraggiare la turpitudine o offendere la Comunità islamica: «Se gli ipocriti, coloro che hanno un morbo nel cuore e coloro che spargono la sedizione non smettono, ti faremo scendere in guerra contro di loro e rimarranno ben poco nelle tue vicinanze” (Cor., XXXIII:60) e “Maledetti! Ovunque li si troverà saranno presi e messi a morte» (Cor., XXXIII:61). Bisogna aggiungere altro?

Tornando all’integrazione sembra lapalissiano che non debba essere io italiano o europeo ad adattarmi alle leggi islamiche ma deve  essere il contrario anche perché ci sono ben 54 Paesi musulmani al mondo che possono soddisfare questa sete di giustizia e di fede. Anzi nella loro Dichiarazione dei Diritti dell’Uomo, nell’ultima parte dedicata al Diritto alla libertà di movimento e di residenza dichiarano espressamente “A causa del fatto che il mondo islamico è considerato Umma Islamia, ogni musulmano avrà il diritto di spostarsi liberamente in ciascun paese musulmano”. Inoltre “Nessuno sarà forzato a lasciar il suo paese di  residenza, o sarà arbitrariamente deportato”.

Elio Bitritto

strage di cristiani in Kenia