Chiude l’esposizione di Incontrarti 2016 “Tempi Adulti”

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L’età adulta, non necessariamente da dirsi semplicemente ‘vecchiaia’, è notoriamente quella che viene dopo l’infanzia e l’età giovane. E’ questo il tempo dell’uomo e degli esseri del creato in genere cui fanno riferimento le opere d’arte in esposizione a “Tempi Adulti” – Incontrarti 2016.
Di conseguenza le immagini e le ‘costruzioni’, proposte dagli artisti prescelti ad interpretare il tema annuale, sono conseguentemente, più che naturalmente varie, assai diversificate e talora persino divergenti. Alla manifestazione della corporeità nella sua crudezza organica, o deformità corporale, si affiancano figurazioni materico-visive che nella loro essenzialità e linearità rinviano e spingono la mente del visitatore ad una lettura del divenire ‘adulto’ di tipo sentimentale e poetico.

Nelle opere esposte all’Aragona, di là delle indubbie (quanto in arte, come in altri ‘mestieri’, necessarie) capacità tecniche e manipolative della materia, quale essa sia, il tempo del vissuto, il tempo che ‘edacemente’ logora e corrompe forma e funzione, sino alla sua fine evolutiva e dinamica, resta lì ben presente a raccontare, indistintamente, di uomini e cose, dell’età che scorre e che visivamente palesa la caducità (se si vuole la mutabilità) della materia di cui sono composte e strutturate. Dalla carne-organo funzionale dell’uomo, alla radice, o tronco o ramo o foglia di un vegetale che cresce in forma e colore, in odore e sapore, e poi dissecca, ad un muro che nel suo ammalorarsi e mutare d’aspetto costituisce e conserva, al tempo stesso, un provvidenziale ambiente domestico e conchiuso teatro del proprio intimo e personale vivere.

Giuseppe F. Pollutri

Per chi non ha avuto modo di visitare la Mostra, soprattutto perché assente da Vasto, trovo utile qui di seguito riportare succintamente un inciso introduttivo delle efficaci descrizioni, di artisti ed opere, redatte nel catalogo dalla curatrice Daniela Madonna. Unisco ad essa, con una sia pur frammentaria galleria fotografica, la mia ‘guardatura’ dei manufatti in esposizione.

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Erika Azzarello (Catania) – Nelle sue tele racconta l’incontro tra sé e l’altro da sé, in quell’apertura fiduciosa alla conoscenza biunivoca che conduce al germogliare della vita tra le nostre mani. (…)

Roberta Baldaro (Catania, 1975) – Le opere sono simboliche e stranianti. Navi di carta. Modellini sperduti in cerca di attracco, vengono a galla nella realtà fatta di pasti da consumare, piatti da lavare, deschi da rassettare. Rappresentano relitti di sogni antichi. (…)

Domenico Bindi (Atri, 1976) – Il mosaico nelle sculture si innesta sul legno in un fitto reticolato che riveste e vivifica la materia nodosa sanandone scalfitture e lacerazioni. (…)

Alessandra Carloni (Roma, 1984) – Propone un ciclo di dipinti fortemente evocativi e giocosamente surreali dedicati alle sospensioni che coinvolgono la mente degli adulti quando il bisogno di astrarsi dalle mansioni concrete e stressanti della routine si fa impellente. (…)

Jessica Ferro (Dolo, 1992) – Le opere prendono vita da un’osservazione microspica del reale, indagato con rigore scientifico. L’occhio maturo saprà cogliere in queste sue impronte terrene le tracce di una nobile immaterialità. (…)

Golsa Golchini (Tehran 1986) – Concretizza sulla superficie dei suoi scatti fotografici lo svelamento dell’invisibile, palesando il contatto con mondi che spesso passano inosservati a causa della distrazione in cui siamo immersi. L’autrice invita gli adulti a recuperare lo sguardo veggente dei bambini. (…)

Vanni Macchiagodena (Termoli) – Nella sua scultura evidenzia il carico del fardello del tempo sulle spalle dell’uomo in base alle epoche e agli accadimenti che diversificano la parabola dell’esistenza. (…)

Antonio Pallotta (Isernia, 1981) – Invita lo spettatore ad interagire con i propri lavori, rendendolo attore di una continua costruzione di senso basata sull’irripetibilità dell’interpretazione soggettiva. Il passaggio del visitatore modifica la facies delle opere stesse (…)

Gabriella Sirignano (Napoli, 1980) – Il messaggio artistico è esplicitato attraverso una serie di santini laici in cui al corpo umano, nella sua schietta nudità, si sovrappongono le sagome di animali. (…)

Monica Spicciani (Toscana) – Si confronta con il tema proposto da un’angolatura tutta al femminile. Sulle sue tele campeggiano le espressioni divertite ma anche un po’ inquietanti di una donna matura che gioca con la propria immagine appesantita da un trucco troppo marcato e quasi clownesco. (…)

Ricardo Aleodor Venturi (Pesaro, 1994) – Le opere ricostruiscono le tappe della vita umana dal’infanzia, alla giovinezza, all’età adulta. Una particolare tenerezza caratterizza i ritratti degli anziani, che si mostrano sorridenti persino attraverso lo sguardo.

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Tempi adulti chiude sabato 2 luglio, per poi lasciare lo storico spazio architettonico aragonese all’annuale evento clou del “Premio Vasto” di Arte Moderna e Contemporanea.