Alcuni esempi di paternalismo democratico

platone e i governi

La Brexit appartiene ormai, se non alla Storia, alla Cronaca: ma in questa cronaca si inseriscono altri fatti che di “cronaca” hanno ben poco rappresentando, piuttosto, la dimostrazione di quale concetto abbiano alcuni della democrazia. Pochi personaggi, a cominciare da Roberto Saviano, che sa tutto di tutti ed è sotto scorta perché si teme che l’unico neurone che si agita nella sua testa possa farsi male. Paragona, il mononeuronico, il voto britannico a quello delle folle oceaniche ( tra le quali un giovane Giorgio Napolitano e tanti altri!) mentre acclamavano Mussolini ed Hitler. Un paragone che solo una mente (“mente” è eccessivo, forse va meglio “mentina”)  malata poteva fare: ma tant’è: questo è il personaggio.

Altri due personaggi, che di neuroni dichiarano di averne a sufficienza ed in avanzo per tutti gli italiani, sono Mario Monti e l’ineffabile, immarcescibile Giorgio Napolitano. Questi due sono accomunati da una lunga “identità di vedute e dall’essere entrambi senatori a … vite (nel senso che sono più che inchiodati a certe poltrone) e sostengono, da veri democratici, l’uno che David Cameron ha compiuto un “abuso di democrazia”, al punto che il nostro Mariolino dichiari : “Ho paura che la democrazia si possa perdere se usata male…“. Da perfetto burocrate, anzi euroburocrate, i popoli non hanno il diritto di scegliere, devono accontentarsi….!

Chiudo con il Re dei Re, il democraticissimo Giorgio Napolitano che, solo perché fascista prima e komunista dopo e mai democristiano, non può essere fatto santo subito; alcune sue affermazioni “Pura demagogia pensare di chiedere nel nostro paese il referendum per l’uscita dall’Europa”, “È stato incauto promuovere questo referendum e affidare a un no o a un sì problemi tanto complessi. Hanno quindi prevalso elementi emotivi”, “Dall’Italia mi aspetto continuità nella tradizione di integrazione e auspico un clima meno stridente rispetto all’esigenza di un Paese che si consolida e non si destabilizza”, “Considero semplicemente un’aberrazione il referendum inglese, istituto che non è previsto dalla nostra costituzione che saggiamente ha escluso consultazioni popolari sui trattati internazionali”. Conclude l’Emerito con “In  democrazia, innanzitutto, e la Gran Bretagna ce lo ha insegnato già da secoli, è il popolo che si esprime anche affidando ai rappresentanti le scelte e le decisioni. Sono i Parlamenti eletti che lavorano sotto il controllo dell’opinione pubblica. I referendum sono strumenti e nella nostra Costituzione non possono essere convocati sui trattati internazionali, perché temi così complessi non possono essere affidati a un voto superficiale e impulsivo”. Commenti? Uno solo questi signor rappresentano la perfetta sintesi di quello che pensano le sinistre italiane della democrazia: possiamo dire, fare, scegliere … ma fino ad un certo punto! Questa Italia e questa Europa così come sono oggi non rappresentano alcun futuro per i giovani: gli inglesi lo hanno capito, mezza Europa lo sta capendo e solo gli euroburocrati fanno finta di non accorgersene.

Elio Bitritto

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