Cambiare ora con Desiati, come vera democrazia permette e vuole

E’ civilmente inaccettabile, umanamente deprimente. Nulla di nuovo sotto il cielo della nazione e della città, ma avremmo voluto non sentirla questa ennesima dichiarazione-affermazione “di fede”, tutta e ancora massimalista e naturalmente “contro” i diversi o di diversa idea.

In una campagna elettorale che in città ha visto i soliti e noti candidati e cattivi attori della vita pubblica alla ricerca tutta clientelare di consensi e voti, nascondendo le proprie incapacità e il decennale fallimento amministrativo dietro la faccia del “bravo ragazzo”, giovane assai voglioso di essere qualcuno, pensavamo che l’unico “ecclesiale” integralista rimasto sulla scena vastese fosse il geometra Giuseppe Forte. Un caso “patologico” questo – è stato detto – se non fosse che, in realtà, dietro i suoi conati giornalieri di odio-e-veleno a senso unico, spesso banale e stucchevole nell’espressione, c’è la difesa del proprio tornaconto, tutto personale e possibilmente lucrante ancora.

a8f08788584a74f13b0b6064bdc10debIn chiusura, per bocca della dottoressa Anna Suriani, esponente di una sinistra politica che muta nome del partito e\o della lista elettorale (Rifondazione, Sel, SI, …) ad ogni nuovo spirar del vento, siamo costretti a prendere atto che in Italia abbiamo gente rimasta (irrimediabilmente, sembra) al tempo della partigianeria contrapposta, repubblichina e comunista. Uomini e donne che, a “liberazione” avvenuta, ancora oggi non hanno capito quale ha da essere, e in quale maniera deve manifestarsi, un autentico spirito liberale e democratico. E’ noto, ma non per loro, che ci si “combatte”, in particolare per l’Amministrazione di un ente locale, per “quel che proponi, o vuoi realizzare”, non di per sé per le vesti che indossi o la bandiera che sventoli. E’ noto che “le appartenenze” fideistiche, come ancora in questi giorni accade nel “gioco calcio”, suscitano soltanto odi e violenze.

Insomma, siamo alle solite. Con la sortita finale dell’assessora, variamente utilizzata dal sindaco uscente senza frutto e costrutto, siamo di fronte a un’irrefrenabile quanto politicamente sterile pronunciamento di una immotivata “superiorità” della Sinistra. E mentre “la sinistra” è – nobilmente, dicono – ancora rappresentata dai partigiani che “hanno fatto [male]l’Italia”, dall’altra “le destre”, quali che siano al momento e strumentalmente figurate, sono sempre, sans dire dicono i francesi,  … “da battere”. Il potere pubblico, insomma, in qualsiasi parte del nostro Paese, ha da essere necessariamente nelle loro mani; può essere (detto) “democratico”, soltanto se mette … al confino coloro che politicamente non la pensano come loro.

Direi ad Anna Suriani, molto tranquillamente e per restare alla nostra disastrata città del Vasto, che se la partita finale avesse messo di fronte i 5 Stelle e il PD\Sinistre e Associati, anch’io al ballottaggio avrei votato per i pentastellati. Ma non per essere “contro” l’altro candidato, a prescindere, o perchè ancora … “Oh, Bella Ciao”, ma per dar corso a un vero cambiamento, mettendo a frutto della comunità civile la preziosità democratica dell’alternanza.

Così, tanto per civicamente interloquire. Non per sciocchi e inutili proclami dell’ultima ora, quando – sentendo vicina “la sconfitta”, per un voto libero e realmente liberatorio – non sai più … a “che santo votarti”, proclamando allo stesso tempo, come ancora una volta fa la Suriani, a quale brutto demonio (Salvini, Casa Pound, i fascisti nuovi e di sempre …) appartengano coloro che vogliono sostituirli al Comune, come vera democrazia permette e vuole.

Una visione palesememte miope, politicamente da rigettare con il voto giusto, per Desiati del centrodestra, per il prossimo futuro di Vasto, soprattutto.

Desiati Sindaco

Aulus Bebbius Histoniensis

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