Freccia Bianca alla Stazione. Strumentalizzazione solita là, l’incuria di sempre in città

La notizia è di pubblico dominio: da questa estate (da ieri, fino al 19 settembre) il treno “Frecciabianca” effettua una fermata, dopo Pescara, anche alla Stazione FS di Vasto-San Salvo.

frecciabianca-sullacostadeitrabocchiSicuramente un qualcosa di positivo, coadiuvante in un politica indirizzata all’incremento dell’attenzione dei vacanzieri verso la nostra costa e il suo territorio interno. Anche se con evidenti e illogici ritardi, può ritenersi un successo delle istituzioni e parimenti delle associazioni imprenditoriali private, quelle che traggono profitto e non meno rischiano in proprio per una politica turistica giusta o sbagliata.

Quel che, peraltro, qui vogliamo rilevare e mostrare, anche in questa circostanza, è la solita strumentalizzazione, quella che per “l’evento” usa “sistemare la scena”, pensando con questo di … stupire il volgo, per riceverne un plauso, e magari il voto, anche nel caso in cui i personaggi pubblici in carica avrebbero assai da scusarsi, quantomeno.
Ieri mattina, recandoci alla detta Stazione, dopo aver imboccato la deviazione dall’Adriatica abbiamo potuto constatare che chi di dovere, per suo compito, ha fatto dare una “bella pulizia”, su strada e aiuole. Ovviamente nulla di speciale, anche se un cronista locale parla di una Stazione “tirata a lucido): una ‘sfrattata’, una zappettata al terreno delle aiuole, una piantumazione dei soliti fiorellini di stagione. Quel che vorremmo veder compiuto ordinariamente in città (centro e periferie) e nel territorio da parte dei diversi enti pubblici locali e statali.

Ed eccola l’Opera manutentiva, per assurdo da tenerci come ‘straordinaria’:

Nuovo Ingresso per la Stazione FS-3

Nuovo Ingresso per la Stazione FS Nuovo Ingresso per la Stazione FS-2 Nuovo Ingresso per la Stazione FS-4

Ma a quella che possiamo considerare la “copertina” di questa nota, c’è da affiancare altre immagini fotografiche, connesse e collegate, per associazione d’idee e di civile funzione, al luogo di cui parliamo. Le prime riguardano il “come” si mostrava o era tenuta la “Stazione Vasto-San Salvo”, lo scorso anno e i precedenti ancora.
Guardate:

Vasto-Staz-FS_piazzaleVasto-Staz-FS_piazzale-d Vasto-Staz-FS_piazzale-b Vasto-Staz-FS_piazzale-e

Noi su Qui Quotidiano lo abbiamo mostrato in tempo elettoralmente non sospetto, giacchè non per i voti ci interessiamo costantemente alle problematiche, non meno che alle bellezze, del nostro luogo nel suo habitat, naturale e antropico.  Nulla di diverso di quel che caratterizza, abitualmente e anche i questi giorni di principio estate, i nostri quartieri urbani e paraggi, fatta eccezione – appunto – di quei ‘posti’ su cui, a scopo sfacciatamente strumentale, nell’ultimo anno si è esercitato il solitamente latitante Ufficio comunale ai Servizi e Manutenzioni. Un settore politico-amministrativo che in questi anni ha mostrato ben poco, o piuttosto nulla di “virtuoso”.

Queste altre immagini poi mostrano in parallelo il “come”, da sempre e nella stessa mattinata del 12 mese corrente, si mostrava a Vasto Marina l’area di risulta e l’edificio della vecchia Stazione ferroviaria. Spazi ed edifici che, risolti dalla politica i problemi burocratici esistenti o magari già superati tra il Comune, Trenitalia e lo Stato, può costituire, con un progetto ad hoc, e una vera volontà di realizzarlo, un’utile area parcheggio e Servizi per una Marina riordinata, rivitalizzata, promossa al meglio delle sue potenzialità naturali e storiche. Queste alcune delle immagini fotografiche ‘scattate, nell’occasione. Ad esse potremmo aggiungerne altre degli anni passati, ma sarebbero della stessa, a tutti nota, vergognosa sciatteria e abbandono.

Alla vecchia Stazione FSAlla vecchia Stazione FS-2 Alla vecchia Stazione FS-3 Alla vecchia Stazione FS-4

Cosa si vuole significare con tali esemplificative photo-immagini? Rispondo permettendomi anche di replicare a chi mi accusa di avere occhi soltanto per “lo stato dei luoghi” di un Comune, mentre … “ci sono ben altri problemi sociali di cui l’Ente deve occuparsi”! Brevemente faccio osservare che:
a) un Municipio, come dice la stesso termine sinonimo di Comune, prende il munus publico, il denaro per tasse, imposte e tariffe al fine di provvedere alla “casa” pubblica cittadina. Ed è questo il suo ‘istituto’ primo. Le altre “cose” sono importanti anch’esse, ma accessorie, e ad esse ha da provvedere direttamente lo Stato con i suoi Ministeri e tanti altri Enti e Associazioni;
b) se è vero che la forma è sostanza, non solo nella comunicazione verbale e/o artistica, ma anche nell’organizzazione dell’ambiente antropico in cui viviamo, la “forma” di cui – palesemente – certi amministratori pubblici s’interessano soltanto strumentalmente in certe occasioni o, in genere, per nulla affatto, sta a indicare che certi cittadini desiderosi di esercitarsi nella sfera pubblica, si “fanno eleggere” nelle istituzioni, talvolta o spesso, irresponsabilmente o con inganno.

Ove comprendessimo tutti questa precisa e inconfutabile ‘lezione’ di educazione civica, avremmo a nostra disposizione, nell’esplicazione democratica del nostro diritto elettorale, uno strumento di giudizio e di scelta di sicura valenza ed efficacia.

L’occasione è prossima, non sprechiamola scioccamente.

Pino Pollutri