Vasto, l’inutile voto ‘democratico’ del servo

Per Vasto una vergogna civica, ma anche una certezza realmente democratica. La scelta elettorale dei soliti noti delle Sinistre e Associati, da parte di una minoranza servile o asservita, non impedirà il Rinnovamento nell’alternanza che la Città, in larga maggioranza, vuole e merita.

VOTO-SECRETO-CLIENTELARE

A Vasto siamo alle solite, purtroppo. Tramontate le “ideologie” (… da quel che si dice) resta il vecchio e deleterio modo di intendere la ricerca del “bene comune”. In realtà, un assai strumentale “uso e consumo” degli strumenti democratici e delle Istituzioni è contrabandato per l’esercizio di un “ideale spirito di servizio”.  Mentre nel resto d’Italia, persino nelle regioni “rosse”, la gente comincia positivamente ad esercitare il libero giudizio e un voto d’opinione, in virtù di obiettive considerazioni sui candidati e su quanto da essi mostrato per chi ha già governato, da noi, un cancrenoso voto clientelare premia ancora i “soliti noti”, comunque e a prescindere. Insomma, ancora una “foto di Vasto” di cui, per niente affatto, possiamo dirci lusingati e orgogliosi.

A leggere i risultati elettorali di domenica, andando nel dettaglio dei voti di lista e dei candidati, ci troviamo ancora o di nuovo di fronte a un …. ‘corpaccio’ elettorale che, di fronte alle esigenze vecchie e nuove della comunità cittadina, non ha trovato di meglio che replicare il proprio voto di sempre, fideistico e/o clientelare. I preferenziati di cui parlo è gente che ha così modo (o questo ancora spera, con l’elezione del cooptato giovane F. Menna) di perpetuare, da anni se non da decenni, la voglia tutta personalistica non di farsi eleggere per amministrare, ma soltanto “per andare” e poi, il più a lungo possibile, … stare al Comune! Che costoro in tanti anni di occupazione dell’ente comunale non abbiano prodotto alcunché di veramente significativo per la città e i suoi abitanti/turisti (e men che mai per i suoi giovani!), che – persino in campagna elettorale, dove bisogna almeno far vederenon abbiano formulato personalmente una minima proposta e o intenzione amministrativa da realizzare se eletti, sembra che ai cittadini asserviti poco e anzi nulla importi prima, dentro il seggio elettorale, e pure dopo.

i ridolini a vasto

Un noto politologo, narrando e illustrando di recente in tv l’avvio politico della democrazia repubblicana in Italia, ha osservato che, liberatasi dall’autoritarismo del regime fascista, la scena politica nazionale ha visto la presa del potere, e poi la dominazione per molti decenni, non di due “partiti” (luogo di libera aggregazione e scelta), ma di due distinte quanto similari “chiese” (luogo dei ‘fedeli’). Non a caso abbiamo avuto, almeno sino a tangentopoli, una “democrazia bloccata”, non a caso tali “chiese” civili, un tempo ferocemente contrapposte fra di loro, si sono poi ‘compromesse’ e ripresentate per la gestione conservatrice e tendenzialmente egemonica della società e dello stato, degli enti locali non meno.
Ma se questa è l’analisi socio-politica del passato della nostra Repubblica, democratica nelle forme e talvolta a dispetto di alcuni fondamentali principi della Costituzione, appare incomprensibile, vergognoso e dunque inaccettabile, il dover constatare che ogni qual volta i cittadini sono chiamati a formulare il proprio giudizio e/o una nuova proposta di governo, si torni a dare consenso e fiducia per gli stessi precedentemente eletti, a prescindere da quel che questi hanno realizzato o meno. Nonostante che – per tornare al quadro politico amministrativo della nostra città – sia sotto gli occhi di tutti il fallimento degli uomini della coalizione di centrosinistra vastese, per quanto ampia si sia manifestata la delusione, l’amarezza non meno, da parte della maggioranza dei cittadini.

Resta peraltro, malgrado questa vergogna cittadina delle sinistre & associati, una positiva e incontrovertibile certezza: numeri alla mano, possiamo e dobbiamo sottolineare che oggi, dopo il primo turno elettorale – al di là della non partecipazione degli astensionisti, cui va fatto osservare che  anche chi non vota fa la sua mossa, inevitabilmente a favore del vincitore, chiunque esso sia – i personaggi sopradetti e la gente che continua a ‘votarla’ comunque, sono una chiara minoranza, anche soltanto dei votanti. La maggioranza dei vastesi ha diversa idea. Sia pure con diverse liste, ha formulato nuove proposte, vuole un legittimo e autentico Rinnovamento, nel rispetto dell’alternanza democratica, per una città bloccata, in degrado sotto il profilo urbano, in declino in ambito territoriale, non capace di esprimere al meglio le sue potenzialità naturali e turistiche.

Considerazione oggettiva che ci consola e ragionevolmente ci fa ben sperare. La gente che ha cuore per Vasto o che ha Vasto in cuore non può volere che costoro – gli eletti per nulla e gli elettori clienti – possano con poco senso della democrazia irridere e impedire ogni altro proposito civile e politico che non sia il proprio.
La comunità vastese non può accettare che coloro che hanno lungamente occupato il Comune per i propri interessi di partito, quando non personali, possano ancora condizionare in negativo la vita, nonché il destino futuro, della nostra amata e impareggiabile Vasto.

Pino Pollutri

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