Vasto – Invito al voto

cultura

Fino a ieri sera, nonostante il divieto di fare propaganda, si sono visti i soliti crocchi di persone che tentavano di convincere gli ultimi indecisi: va da sé che si trattava di personaggi ben noti, gli stessi che hanno “massacrato” Vasto negli ultimi dieci anni, non ancora sazi del potere acquisito inversamente proporzionale ai risultati ottenuti. Sul sito di Peppino Forte si leggevano gli appelli alla “Cultura” e non ha destato meraviglia che anche in questo campo ci sia stata la tipica faccia di bronzo che è tipica dei mentitori partitici. Di quale cultura si parli non è dato sapere poiché gli unici risultati culturali sono legati alla Direzione Artistica del Teatro Rossetti (non me ne voglia D’Alessandro ma io sono di parere diverso dal suo) e al Centro Studi Rossettiani di cui so meno ma che ritengo essere di alto livello. Si parla di cultura ma non mi sembra di aver visto una certa assidua presenza di assessori e consiglieri comunali ad ascoltare la buona musica o ad assistere agli “incontri rossettiani”. I musei civici sono in abbandono, lasciati alla cura della ragazze che, con vero spirito di servizio, fanno il possibile. In particolare il Museo del Costume soffre di gravi carenze, a cominciare dall’umidità che, soprattutto nella prima sala, ha costretto le ragazze a “salvare” alcuni quadri di Pier Canosa: e come possiamo dimenticare i tarli che stanno “assediando” le travi del soffitto o il servizio igienico che dovrebbe essere meglio definito come un “cesso”, chiuso da 7 – 8 anni ormai. Per quanto riguarda la Pinacoteca non si comprende per quale motivo decine e centinaia di quadri di autori vastesi, più o meno illustri, non siano periodicamente valorizzati (senza parlare dello stato di conservazione degli stessi). Abbiamo a Vasto, esattamente come per la stessa Italia, un patrimonio artistico che l’intera Provincia ci invidia perché unico e superiore a quello delle altre cittadine e, sempre come l’Italia, non lo “utilizziamo” correttamente. A me pare che questo appello alla cultura, al di là delle parole che sono assolutamente condivise sia assai simile alla ennesima promessa di realizzazione dell’Ospedale, al punto che “uno che le cose le sa”  si sbilancia a riproporre la stessa promessa di Lapenna e Forte di dieci e cinque anni fa. L’appello dunque a votare per la terza volta gli stessi personaggi che hanno mancato tutti gli obbiettivi con cui si erano proposti all’elettorato vastese appare tardivo e non credibile. E poi questa menzogna sistematica con cui si fa passare per vera la bufala secondo cui il governo della Regione sia stato appannaggio del centro destra negli ultimi venti anni è un’altra delle bugie con cui si ingannano gli abruzzesi in generale ed i vastesi in particolare. Ecco dunque anche il mio appello al voto per i vastesi: andate a votare ricordando le promesse fatte negli ultimi dieci anni, chi le ha fatte e quali sono state mantenute: il resto è noia.

Elio Bitritto