Elezioni 2016 – Un confronto di uomini e di idee per il futuro prossimo di città e territorio

Fantasie di una sinistra con pretese egemoniche, per la conservazione del potere, e la nuova voglia di progresso e sviluppo della società civile vastese in unione  con la destra democratica

 

euro menna-lapenna_e il logo di traversoMentre il candidato sindaco pd, F. Menna, succedaneo a Lapenna, si mette in cattedra (… in un dehors) con piglio tutto giovanile e la mano in tasca al jeans, preventivando a Vasto un “assessorato alle Politiche comunitarie” (!) per farla“… diventare una città europea”, come soluzione ai problemi della nostra città e della sua “area”, facciamo osservare al giovane cooptato dai maggiorenti (qualcun altro direbbe “dai marpioni”) delle sinistre locali, che fanno la differenza, tra progresso e stagnazione, non soltanto i “fondi” necessari e presuntivamente mancanti nei territori e agli Enti locali, quanto l’uso che di essi si fa. In tale contesto, di una gestione del denaro pubblico non intelligente e palesemente asservito alla conservazione del potere più che ai bisogni personali e sociali dei cittadini, è nota, per ben precise responsabilità,  l’economia ormai asfittica del nostro territorio, dove a malapena si conservano i posti di lavoro in essere. Condizione economico-sociale per la quale i giovani, per realizzarsi e magari soltanto per ‘campare’, come un tempo che ritenevamo passato, non possono che allontanarsi dalla propria città e famiglia. Si sa …, “ a noi ci piace viaggiare”!

“Qua si campa d’aria”, canta significativamente il calabrese cantastorie Otello Prefazio. In un Vasto progressivamente tenuta nel degrado e vittima del declino, la descrizione in essa ‘cantata’ con chiaro spirito ironico e percepibile amarezza di fondo, ben si addice ad una città e comunità vastese che via, via, è scivolata nel sud. In un Italia del Sud splendida di bellezze naturali, ricca di testimonianze storiche di arte e cultura, ma altresì denotata, in termini di usi e costumi, privati e pubblici, depauperati e dequalificanti, quando non prossimi e conniventi a più livelli con la violenza e la corruzione malavitosa.

manifesto_lu Uaste zuffunnate_ridottoSono noti ai vastesi, in queste amministrative 2016, gli slogan dei protagonisti della coalizione di centrodestra, finalizzati a dare un senso (e poi un fine) alla loro proposta di nuova e diversa amministrazione a Vasto.
Frasi diverse, ma coincidenti. Con un tocco di colore gergale che non guasta, Peppino Tagliente in principio d’anno ebbe a dichiarare: “Lu Uaste s’a zuffunnate, Vasto è  sprofondata, L’avèma ‘ribbuvà’, dobbiamo farla risorgere”.  Più sinteticamente, ma con pari efficacia programmatica Massimo Desiati, candidato sindaco scelto attraverso le primarie fra cinque ipotesi e liste, dichiara nel suo manifesto-progetto: “Vasto torna Vasto”. Entrambi, unitamente alle altre componenti della varia e ampia coalizione di centrodestra, con evidenza dicono agli elettori che occorre non solo ripristinare ordine e decoro, ben-essere individuale e sociale, ma altresì motivi di attrazione sia cultural-turistici che di investimenti industriali in zona. La convinzione in essi è di dover riprendere il filo di un discorso progettuale, in cui l’entità comunale e il suo territorio, sia in senso stretto che nell’area più vasta che usa dire “il vastese”, si pongano come fulcro ispiratore e trainante di fattori che promuovano insieme bellezza e cultura, progresso e sviluppo geo-territoriale.

Questo in un quadro e in un momento in cui la città si è progressivamente (per così dire) incartata su se stessa, che sopravvive come in un sonno di mediocrità generalizzata, a causa di una politica – occorre ripeterlo – che pone a scopo della propria azione, non soltanto in prossimità delle elezioni, ma come fatto costante e quotidiano persino, il “vincere” e occupare ad uso di parte le Istituzioni, il voler – a priori e pretestuosamente, ridicolmente non meno – escludere dal governo di città le altre componenti socio-democratiche del luogo.

Si direbbe a ragione che … “Vasto potrà tornare Vasto”, padrona del proprio habitat, ambientale e antropico, capace di ‘disegnare’ il suo oggi per domani, con un voto popolare che alle ragioni e agli interessi ideologici, alla voglia di esercitare una comprensibile quanto sterile protesta, privilegi la scelta di candidati che progettano per la città e per la sua comunità il sempre invocato e  poi, per uso improprio della politica, il spesso beffato “bene comune”.  GFP

primarie_VASTO_CENTRODESTRA-b Vasto_Compatti di Desiati Sindaco

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