Vasto – Il Mazza Marello … ricorda

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Il Mazza Marello è quel tale che si nasconde dietro la sigla M.M. che, a sua volta nasconde un personaggio che è così vile da non volersi far riconoscere: e già questo la dice lunga sulla affidabilità del personaggio. Chiedersi chi si nasconda dietro la sigla “M.M.”  molto vicina a quella più nota cui sembra ispirarsi, “N.N.”,  non ha senso perché si è di fronte ad uno spargitore di notizie false e, comunque, tendenziose, tipica di chi si affida alla famosa “macchina del fango”. L’ultima esternazione dell’ormai datato M.M., si riferisce ai Palazzi Scolastici per i quali si può anche fare riferimento ad un breve inciso dello stesso M.M. “chi doveva controllare” con quel che segue. Non crediamo che dovesse essere il presidente del consiglio a controllare le buche nelle strade di Vasto, così come non crediamo dovesse essere lo stesso presidente del consiglio a controllare gli atti di vandalismo all’Asilo Carlo della Penna. Crediamo (ma credo che anche i cittadini vastesi ne siano consapevoli) che questa “denuncia” relativa ai Palazzi Scolastici risalga ad almeno 15 anni fa e se mai dovessimo ipotizzare un’improbabile “complicità” con l’amministrazione Pietrocola, ci chiediamo, insieme alle migliaia di cittadini vastesi ingannati in questi ultimi dieci anni, cosa mai hanno fatto per risanare errori, omissioni, colpe, guasti, eccetera. In pratica e in piccolo la stessa menata per i fondelli di un “PRG criminale” che non siete stati capaci di emendare, cambiare, aggiustare in dieci anni: le proposte in tal senso latitano (per usare un termine snob). La classica zappa sui piedi: dieci anni di lamentazioni, dieci anni di rimproveri, dieci anni di promesse non mantenute, dieci anni di decadenza della città e si ha pure il coraggio di rimproverare gli altri per i danni (presunti o reali che siano stati) che in dieci lunghi anni di governo non sono stati risolti, a dimostrazione che a parole e a bugie c’è qualcuno che ha ripreso i vecchi metodi del KGB! In chiusura non posso esimermi dal rilevare, a proposito della irridente nota con cui il geometra Peppino Forte si rivolge all’avvocato Giuseppe Tagliente che “… finalmente pare abbia trovato un lavoro: quello di giardiniere”, di ricordare un detto che evidentemente il geometra ignora “Un dottore può anche zappare ma uno zappatore non può fare il dottore” … anche se ha i tacchi a spillo!

Elio Bitritto