Foto di Vasto ai Palazzi ex Scolastici

Il fuori e il dentro, l’una e l’altra: plateali indecenze entrambe di questa uscente amministrazione delle sinistre & associati

Da Lu Mazzemarèlle:

“Li si viste…, l’ultima, … la solita uscita del blog di Peppino Forte?” – ho chiesto, incontrandolo per i due passi in centro, prima di cena, all’amico Micchele. “Questo MM – ho aggiunto – ancora trova importante e produttivo di voti far vedere ancora una volta i pezzi d’intonaco che si staccano dalla parete dell’ex Palazzo Scolastico… Dice che è “un misfatto”, grave e irrimediabile, dell’allora sindaco Tagliente che … ”.
“Li chiecchiere si li porte lu uente, Ggiuà,
– mi risponde interrompendomi l’amico con un moto di intuibile fastidio – aesse ciavò la manitenziaune … Mmo’ tenne pire “il nuovo e volitivo assessore alle Manutenzioni”! Gine Marcelle chi sta ffà, li facesse ggiustà?”.

Tutto chiaro, tutto detto – ho pensato, leggermente sorridendo per il solito e spiccio … “esprit de finesse”, vernacolarmente espresso da Micchele. Ma, pur cambiando argomento di conversazione, passando davanti al luogo del “misfatto”, ancora oggi attribuito a … come male un sindaco di un ventennio fa ha impastato (!) l’intonaco di finitura (troppa sabbia e poca calce, evidentemente), mi sono ricordato di alcuni miei “scatti” fotografici, che mostrano con quale cura ed eleganza d’arredo l’amministrazione comunale di questi anni ha tenuto l’atrio che, nel detto Palazzo, porta agli Uffici dei Vigili Urbani ed altri assessorili. Plateale immagine di sciatteria, come in tutto questo decennio abbiamo constatato in centro e in periferia, ma soprattutto incredibile incapacità di vedere e di provvedere da parte dei vari personaggi ‘eletti’. Dal primo cittadino, all’alto presidente del consiglio, agli assessori, ai dirigenti di vario incarico e funzione.

Non ho detto niente di ciò all’amico, per non angustiarlo ulteriormente con queste miserie civiche, ma tornato a casa, cercando nel mio archivio fotografico, le ho trovate ed eccole qua, con la loro incontestabile data, 8 luglio 2010.  Me le riguardo ancora, con un certo stupore, questi ciotoloni con le residuali ma essiccate essenze vegetali, ridotti a posacenere e altre schifezze dall’inciviltà della gente di passaggio, o magari dagli stessi impiegati e funzionari, tecnici e politici, comunali.

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Si dirà: “Va beh, che vuoi che sia, ordinaria trascuratezza di chi ha “ben altro cui pensare” per “vincere” comunque! Infatti, l’anno appresso, “in continuità”, Lapenna è stato rieletto a sindaco, Forte ha riavuto la sua dorata e lucrosa poltrona in consiglio, Sputore, oltre ad una manciata di deleghe per non fare niente, il vice sindaco, la Marchesani (ancora lei, quella del tempo della dc) il suo assessorato, il compagno Marra, che rappresenta quei quattro vastesi di stretta osservanza di sinistra, l’incarico di scavare per l’archeologia cimiteriale la piazza di Rossetti, e tutti gli altri (tranne Molino, perchè renziano) altri incarichi e ampie soddisfazioni.

Insomma …”nefandenze” civiche diverse, decisamente.
E allora, per far nostro, democraticamente rovesciandolo, l’interrogativo della redazione del blog diretto da un certo Giuseppe Forte, chiediamoci:

– Vasto può restare ancora nelle mani di costoro?

lu M

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